Giudice di Pace di Trinitapoli: chiarezza sul percorso amministrativo e sulle responsabilità della gestione associata
Nelle ultime ore il dibattito sul futuro dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli ha rischiato di essere semplificato o, peggio, travisato. Per questo il Sindaco Francesco di Feo ritiene doveroso ricostruire in modo puntuale e trasparente l’intero percorso storico e amministrativo che, negli ultimi dodici anni, ha consentito la permanenza di un presidio fondamentale dello Stato nel territorio ofantino.
“Un chiarimento preliminare è indispensabile – dichiara il Sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo –: il Giudice di Pace non si muoverà da Trinitapoli. Tuttavia, il Comune di Trinitapoli non può essere ritenuto responsabile di eventuali criticità di funzionamento se queste derivano da una gestione non equamente condivisa. Non ho mai avuto, né ho oggi, alcuna intenzione di chiuderlo. Al contrario, ho stanziato le risorse necessarie in bilancio per garantirne continuità e stabilità ma non posso garantire il suo funzionamento con personale ridotto e messo a disposizione solo dal Comune di Trinitapoli.”
Il Sindaco chiarisce che il tema non riguarda la permanenza dell’Ufficio, ma le condizioni di equità e responsabilità condivisa, soprattutto alla luce dell’aumento delle competenze del Giudice di Pace e della cronica insufficienza di personale amministrativo.
Il punto di partenza è rappresentato dall’art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 156/2012, che – nell’ambito della riorganizzazione della geografia giudiziaria – ha previsto la soppressione di numerosi Uffici del Giudice di Pace, consentendo tuttavia ai Comuni interessati di richiederne il mantenimento, assumendosi integralmente le spese di funzionamento e il fabbisogno di personale.
In tale contesto, i Comuni di Trinitapoli, Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, riconoscendo il valore sociale del Giudice di Pace come presidio di legalità e prossimità, decisero di sostenerne il mantenimento presso la sede di Trinitapoli, con specifiche deliberazioni consiliari:
Trinitapoli (C.C. n. 13 del 27.03.2012)
San Ferdinando di Puglia (C.C. n. 64 del 15.11.2012)
Margherita di Savoia (C.C. n. 14 del 23.07.2013)
L’istanza di mantenimento veniva formalmente trasmessa al Ministero della Giustizia il 26 aprile 2013 (prot. n. 4643/2013). Con decreto ministeriale del 7 marzo 2014, entrato in vigore il 29 aprile 2014, il mantenimento dell’Ufficio veniva definitivamente confermato, subordinato all’assunzione integrale dei costi da parte dei Comuni richiedenti.
La gestione associata e le criticità
Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 29.05.2014, Trinitapoli approvava lo schema di convenzione per la gestione associata, sottoscritta il 30 giugno 2014 dai tre Sindaci, con durata triennale sino al 30.06.2017. La convenzione veniva rinnovata per il triennio 2017–2020, fissando una quota pro capite di gestione pari a euro 12.570,00.
Nel 2020 il Comune di Margherita di Savoia deliberava il recesso dalla convenzione, seguito nel 2021 dal Comune di San Ferdinando di Puglia. A seguito di tali decisioni, il Sindaco pro-tempore di Trinitapoli segnalava formalmente al Tribunale di Foggia e al Ministero della Giustizia l’impossibilità di proseguire in solitaria la gestione dell’Ufficio, per ragioni di bilancio e carenza di personale.
Grazie all’intervento del Prefetto e al confronto con i Sindaci e l’Associazione Forense, veniva definita una nuova convenzione triennale 2022–2024, approvata dai Consigli comunali dei tre Enti.
La posizione dell’attuale Amministrazione
Con l’insediamento del Sindaco Francesco di Feo, l’11 giugno 2024, sono state immediatamente poste due questioni centrali:
la necessità di sanare la debitoria pregressa dei Comuni aderenti[avvenuta];
l’impossibilità per Trinitapoli di continuare a garantire da solo due unità di personale, chiedendo una modifica della convenzione con l’assegnazione di una unità per ciascun Comune.
Tali richieste sono state formalmente ribadite con nota prot. n. 20465 del 6 ottobre 2025, senza ottenere riscontri concreti.
“È necessario dirlo con chiarezza – sottolinea il Sindaco – non è normale che una gestione associata ricada quasi esclusivamente sulle spalle del Comune di Trinitapoli, soprattutto per quanto riguarda il personale. In queste condizioni non può esistere una reale gestione associata. Se tali condizioni non verranno ripristinate, il Giudice di Pace chiude! A chi in queste ore sta alzando gli scudi o si sente pretermesso si evidenzia che il Consiglio Comunale di Trinitapoli è sempre stato a favore del mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace, ma il vulnus non risiede a Trinitapoli che mette soldi e personale e soprattutto non vi è una difformità di pensiero tra Sindaco e Consiglio Comunale “.
Ringraziamenti e prospettive
Nel corso di tutto questo percorso va riconosciuto il ruolo determinante del Presidente dell’Associazione Forense, Avv. Giuseppe Salerno, che da anni si batte con determinazione, equilibrio e senso delle istituzioni per il mantenimento del Giudice di Pace di Trinitapoli. Anche in queste ore l’Avv. Giuseppe Salerno è in costante contatto con il Sindaco Francesco di Feo e sta lavorando per individuare soluzioni condivise e definitive.
“Nei prossimi giorni incontrerò nuovamente i Sindaci di Margherita di Savoia e di San Ferdinando di Puglia – conclude il Sindaco di Feo – è il momento della responsabilità: Trinitapoli continuerà a fare la propria parte, ma occorre comprendere da più parti che una funzione di interesse sovracomunale non può essere sostenuta da un solo Ente. Giudice di Pace si ma che possa funzionare correttamente a favore dei cittadini e degli addetti ai lavori”.
