La Festa Nazionale del Dialetto si celebra a Bari il 17 gennaio



VITTORIO POLITO – Anche quest’anno Bari si appresta a festeggiare la “Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali”, finalizzata a sensibilizzare istituzioni e comunità locali sull’importanza e sulla necessità di tutelare questo grande patrimonio culturale.

Da anni si parla dell’agonia dei dialetti, in realtà ci si rende conto che non sono pochi coloro che in famiglia e tra amici parlano il dialetto, poiché è proprio col vernacolo che si esprime la vera genuinità, la naturalezza della vita concreta, l’autentico soffrire e sentire di un popolo. I dialetti, infatti, sono sempre più oggetto di studio e di interesse per molti. Anche le pubblicazioni sull’argomento si moltiplicano, così come la letteratura, il teatro e le grandi opere che vengono tradotte nelle lingue vernacolari.

Mi piace riportare una nota di Franz Falanga (1933-2018) dal titolo “A proposito dei dialetti” stilata nel 2015, che la dice lunga sull’argomento dialetti.

«Sono convinto che l’anima di un popolo è anche indagabile attraverso il proprio lessico dialettale e attraverso il proprio uso delle parole che, comunque e fortunatamente, si caricano nel tempo di valori aggiunti che vanno poi a formare e ad arricchire l’inestimabile patrimonio di una popolazione “discretamente” omogenea. Omogeneità che nel tempo si va perdendo, a scapito di una omologazione con il resto del proprio intorno, omologazione piatta e priva di eccellenze già preconizzata molti anni fa dal carissimo Pasolini. Si badi bene a tenere ben separati i concetti di “omogeneità” e di “omologazione” che evidentemente sono poco compatibili. Ho usato la parola “discretamente” mutuandola dalla matematica. Sono inoltre altrettanto convinto che lo studio e la conoscenza dei rispettivi dialetti sia occasione di sottili e intriganti relazioni fra tutte le persone di madrelingua italiana.»

Nel caso di Bari, ad esempio, sono state pubblicate, negli ultimi tempi alcune importanti opere che riporto nell’ordine: Nuovo Dizionario dei baresi (di Enrica e Lorenzo Gentile – Levante Editori, Bari 2007),   “U Vangèle chendate da le quatte Vangeliste: Matté – Marche – Luche – Giuanne” (di Luigi Canonico – Stampa Pressup, Roma 2013); “U Vangele alla manere de Marche veldate alla barese” (di Augusto Carbonara, WIP Edizioni, Bari 2013); “U Prengepine” (di Vito Signorile, Gelsorosso, Bari 2015); “Pinocchie” (di Vito Signorile, Gelsorosso, Bari 2017). Questi ultimi due corredati da CD. Per non parlare del recentissimo dizionario barese-italiano e italiano-barese “Per non dimenticare” (di Giuseppe Gioia, Gaetano Mele e Francesco Signorile, WIP Edizioni, Bari 2020); la ripubblicazione a cura di Vito Signorile de “La chemmedie de Dante veldat’a la barese” di Gaetano Savelli (Gelsorosso, Bari 2021). Ultima pubblicazione da segnalare, quella di Domenico Triggiani (1929-2005), noto scrittore in lingua e in dialetto, a cura di Nicola Triggiani e Rosa Lettini, “A spasso nel Teatro di Domenico Triggiani” (Cacucci Editore, Bari 2025). E non manca neanche “San Nicola e il dialetto barese” a cura del sottoscritto (Levante Editori, Bari 2014), una raccolta di poesie in dialetto barese, di molti autori, dedicate al nostro Santo protettore. Anche i canti popolari trovano posto nel panorama editoriale con la pubblicazione di Cosimo Ventrella “Canti Popolari, canzonette e folklore in Terra di Bari” (Garribba Alfredo Editore, Bari, 2024).

Quest’anno la manifestazione barese di svolgerà il 17 gennaio ore 10,15, presso l’ex Tesoreria Comunale – Palazzo di Città – con gli interventi di Giuseppe Cascella, presidente oMaggio a Bari, Vito Giordano, Nicola Cutino, Vito Signorile, direttore artistico Teatro Abeliano. Letture dei poeti: Felice Alloggio, Emanuele Battista, Vito Bellomo, Franca Angelillo Fabris, Elisa Ferorelli, Savino Morelli, Santa Vetturi, Emanuele Zambetta, Riconoscimenti agli artisti: Davide Ceddìa, Massimo De Dominicis, Antonella Genga, Maria Giaquinto, Betty Lusito, Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Cosimo Ventrella.