Nardò, famiglie senz’acqua nelle contrade rurali: Pagliaro (FdI) chiede il passaggio della gestione da Arif ad Aqp
NARDO' – Da oltre due mesi decine di famiglie residenti nelle contrade rurali di Nardò vivono senza acqua corrente. A denunciare una situazione definita “ai limiti della civiltà” è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, che interviene sul grave disagio che interessa in particolare le contrade Case Arse e Masseria Santa Chiara.
Secondo quanto riferito, circa trenta famiglie sono completamente senz’acqua da quando l’Acquedotto Pugliese ha ridotto la pressione per fronteggiare l’emergenza idrica. I rubinetti, allacciati all’acquedotto rurale gestito da Arif, restano costantemente a secco. Una situazione solo leggermente meno critica riguarda altre ottanta famiglie della zona Donna Domenica, dove l’acqua arriva a intermittenza e in quantità insufficienti per garantire servizi essenziali come l’uso di scaldabagni e lavatrici.
“È inaccettabile che venga negato un diritto essenziale come l’accesso all’acqua – afferma Pagliaro –. L’Acquedotto Pugliese si chiama fuori sostenendo che la competenza è dell’Arif, ma esiste una legge regionale che impone il passaggio di gestione”.
Il riferimento è a un emendamento presentato dallo stesso Pagliaro, approvato a maggio scorso nell’ambito della legge regionale sulla gestione delle acque, che prevede il trasferimento dell’acquedotto rurale dall’Arif ad Aqp entro trenta giorni dall’entrata in vigore. Un passaggio che, a oggi, non sarebbe stato attuato.
Da qui l’appello al neo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, affinché la norma venga applicata con urgenza per garantire l’accesso all’acqua non solo alle contrade di Nardò, ma anche ad altre località salentine servite dalla stessa condotta, tra cui Frigole, San Cataldo, Boncore e Torchiarolo.
Nel suo intervento, Pagliaro solleva anche un ulteriore nodo critico: circa l’80% dell’acqua della condotta rurale verrebbe assorbita dalla pista Porsche di Nardò, nata negli anni Settanta come impianto Fiat e allacciata in via provvisoria alla rete rurale, in attesa di una propria infrastruttura idrica mai realizzata. La struttura, dotata di potenti motori di aspirazione, sottrarrebbe gran parte della risorsa idrica lasciando ai residenti solo quantità minime.
“È necessario verificare questa situazione – conclude Pagliaro – e imporre alla Porsche di staccarsi dalla rete rurale per collegarsi a quella principale di Aqp, evitando che un soggetto privato continui ad accaparrarsi un bene pubblico a discapito dei cittadini”.
