Assalto al portavalori sulla Brindisi–Lecce, fermati due foggiani: accuse di tentato omicidio e rapina pluriaggravata
LECCE - Fermo di indiziato di delitto nei confronti di due uomini di 62 e 39 anni, entrambi foggiani, ritenuti parte della banda che ha assaltato un portavalori sulla statale 613 Brindisi–Lecce. I due sono accusati in concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra e comuni, materiale esplodente, oltre che di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.
L’assalto si è consumato poco dopo le 8.40 del 9 febbraio. Dopo aver interrotto l’azione, il commando ha tentato la fuga dividendosi tra strade secondarie e campagne. Durante la corsa i banditi hanno fermato un’auto in coda: alla guida una giovane diretta all’Università del Salento per sostenere un esame. Sotto la minaccia delle armi, la donna ha implorato di non farle del male e i rapinatori si sono impossessati del veicolo proseguendo la fuga.
Nel frattempo sono intervenuti i carabinieri. Una pattuglia ha intercettato i fuggitivi e l’auto dell’Arma è stata colpita da un proiettile che ha forato il parabrezza ad altezza uomo, sfiorando i militari. La statale è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia, con migliaia di automobilisti bloccati mentre veniva avviata una vasta caccia all’uomo.
L’inseguimento è proseguito tra Campi Salentina e Guagnano, dove due rapinatori hanno abbandonato i mezzi tentando la fuga a piedi nelle campagne. Un carabiniere li ha rincorsi e, dopo una violenta colluttazione, è riuscito a bloccarne uno restando ferito. Poco dopo è stato fermato anche il secondo.
I due arrestati, Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli, sono stati condotti in caserma e interrogati. Al termine degli accertamenti investigativi è scattato il fermo. Le indagini proseguono per identificare gli altri componenti della banda e gli eventuali complici che avrebbero supportato l’azione criminale.