Discarica Burgesi, Pagliaro (Fdi): “Stop a riapertura e sopraelevazione. Basta rifiuti”


BARI - «Pretendiamo chiarezza dalla Regione sul futuro della discarica Burgesi, che doveva chiudersi definitivamente e che invece è stata riaperta fino a dicembre 2026». È quanto denuncia Paolo Pagliaro, esponente di Fratelli d’Italia, che ribadisce la contrarietà alla prosecuzione delle attività nel sito di Burgesi, schierandosi al fianco delle comunità di Ugento e Presicce Acquarica.

Secondo Pagliaro, la riapertura dell’impianto TMB di Burgesi – chiuso nell’ottobre 2024 per saturazione dopo decenni di attività – rappresenta «l’ennesima forzatura ai danni di un territorio stanco di essere sommerso dai rifiuti, con gravi conseguenze per ambiente e salute». L’impianto è stato infatti riattivato come discarica di soccorso per accogliere rifiuti indifferenziati e da spazzamento stradale provenienti da 17 Comuni.

La decisione, comunicata dall’Ager Puglia il 1° luglio, prevedeva inizialmente una riapertura fino al 31 luglio, poi prorogata – come temuto – fino al 31 dicembre 2026. Una scelta assunta con una delibera della giunta regionale dell’11 febbraio 2025, di cui è stato chiesto l’annullamento nel corso di audizioni in Commissione Ambiente.

Pagliaro ricorda inoltre che i Comuni interessati e il Comitato No Burgesi hanno presentato ricorso al TAR di Bari contro la Regione Puglia, Ager Puglia e la società Progetto Ambiente Bacino Lecce 3, che gestisce l’impianto in concessione. La sospensiva non è stata concessa e ora si attende la sentenza, dopo l’udienza pubblica dell’11 febbraio.

A preoccupare ulteriormente, secondo l’esponente di FDI, è la determina dirigenziale del 27 giugno 2025 con cui Ager ha avviato una gara europea per il trasporto e conferimento dei rifiuti in uscita dagli impianti di Ugento e Poggiardo, segnale che «la Regione non ha alcuna intenzione di chiudere il sito». Nel frattempo, il gestore ha presentato una richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per autorizzare il conferimento di 190mila metri cubi di rifiuti, con una sopraelevazione di circa 110 centimetri rispetto all’attuale livello.

«Tutto questo ci allarma e ci indigna – conclude Pagliaro –. Chiediamo chiarezza al nuovo presidente Antonio Decaro e a tutti i decisori regionali: ascoltino, a viso aperto, il grido di dolore delle comunità di Ugento e Presicce Acquarica e chiudano il sito di Burgesi per sempre».