La Puglia pronta a diventare hub del biometano: Confagricoltura Bari-BAT punta su filiere e investimenti
BARI – Trasformare gli scarti agricoli e i reflui zootecnici in energia pulita: è questa la sfida che la Puglia può affrontare per diventare un hub nazionale del biometano. Secondo le stime di settore, la regione ha un potenziale produttivo di circa 288 milioni di metri cubi di biometano all’anno, con le province di Bari e BAT in prima linea grazie alla densità di aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio.
Confagricoltura Bari-BAT sottolinea l’urgenza di integrare la digestione anaerobica nei processi aziendali, trasformando quello che oggi è un costo di smaltimento in una risorsa economica e ambientale. “Non stiamo parlando di un’ipotesi futura, ma di una filiera pronta a performare già attualmente – dichiara Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT – Produrre energia pulita in loco significa valorizzare l’economia circolare, restituendo alla terra il digestato come fertilizzante naturale e riducendo l’uso di prodotti chimici”.
Il cuore della produzione potenziale risiede per il 50% negli effluenti zootecnici. L’integrazione della filiera permetterebbe alle imprese locali di abbattere i costi energetici e di contribuire alla sostenibilità ambientale.
“La Puglia ha sole, vento e territori generosi, con un tessuto aziendale pronto a innovare – aggiunge Del Core – se riusciamo a mettere a sistema la filiera del biometano, la regione potrà puntare alla totale autosufficienza energetica, sfruttando anche le produzioni da eolico e fotovoltaico, per le quali è già leader nazionale. Gli agricoltori sono pronti a fare la loro parte, ma servono sostegno e incentivi concreti da parte delle istituzioni regionali e nazionali”.