Paura del buio e “don Oronzo”: a Bari indagata maestra per punizioni ai bambini


BARI - All’inizio era solo un pianto serale, inspiegabile. Un bambino di 5 anni si rifiutava di andare a letto, tremava all’idea di restare al buio e parlava, tra le lacrime, di qualcuno chiamato “don Oronzo”, senza sapere chi fosse ma descrivendolo come una presenza cattiva.

La madre, preoccupata, ha iniziato a confrontarsi con altre famiglie della stessa scuola dell’infanzia di Bari, scoprendo che anche altri bambini, tutti tra i quattro e i sei anni, raccontavano storie simili, timorosi del buio e nominando lo stesso “don Oronzo”. I dettagli dei racconti combaciavano, trasformando quello che poteva sembrare un gioco o una fantasia infantile in un quadro inquietante.

Le testimonianze dei bambini, raccolte dai carabinieri e messe a verbale, hanno permesso di ricostruire che una maestra di 32 anni, secondo l’accusa, avrebbe punito i bambini più vivaci chiudendoli al buio in un piccolo locale della scuola, uno sgabuzzino che ospita la centrale idrica. La minaccia, sempre la stessa, era: «Se non fai il bravo ti chiudo nella stanza di don Oronzo». Il nome serviva a incutere ulteriore timore, trasformandosi nella mente dei piccoli in una figura cattiva e pericolosa.

L’inchiesta, coordinata dalla pm Savina Toscani, è partita dalla segnalazione della prima madre. Oggi la maestra è indagata per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Il processo inizierà a marzo davanti alla giudice Antonietta Guerra. Otto mamme sono state individuate come parti offese per conto dei figli, alcune delle quali si sono già costituite parti civili.

In aula saranno proprio le testimonianze dei genitori a raccontare le paure dei bambini, riportando alla luce quei pomeriggi e quelle punizioni che, secondo l’accusa, avrebbero provocato nei piccoli non solo paura, ma veri e propri malesseri fisici e psicologici.