Riforma della giustizia, Provenzano e De Santis (Pd): «No a chi tenta di minare Costituzione e democrazia»
BARI - «È un no per difendere la Costituzione. Non stiamo parlando della separazione delle carriere, che nei fatti già c’è. Questa non è una riforma della giustizia, non uno dei suoi problemi viene affrontato, a partire dalla lunghezza dei processi. Questa riforma è una grave manomissione degli equilibri costituzionali, per dividere il Csm e dunque indebolirlo. E delegittimarlo ulteriormente con il meccanismo del sorteggio, che non c’è in nessun paese al mondo. È un passo verso la subordinazione dei pm al potere esecutivo». Lo detto l’onorevole Peppe Provenzano partecipando oggi pomeriggio ad Andria a un incontro per illustrare le ragioni del No al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo prossimi, a cui ha preso parte, fra gli altri, anche il segretario del Pd Puglia e consigliere regionale Domenico De Santis.
«C’è qualcuno che pensa di regolare i vecchi conti tra politica e magistratura – ha aggiunto Provenzano - dai tempi di Belrusconi. Ma qui si sta aprendo un’altra pagina, bisogna aver chiaro il contesto. Altro che garantisti. Vogliono collocare l’Italia nell’onda nera e securitaria che vediamo in giro per il mondo. Dall’Ungheria alla Polonia a Israele le estreme destre hanno cercato di colpire l’indipendenza della magistratura. I giudici che a Minneapolis voleva indagare sulle due uccisioni sono stati costretti a dimettersi per le pressioni subite. Vogliamo diventare come l'America di Trump? No. Il nostro no è alla loro idea di società».
E conclude: «Chi ha provato a stravolgere la Costituzione ai referendum è stato sempre punito. Lo saranno anche loro. Erano convinti di stravincere. Cominciano ad aver paura di perdere. Per questo sono nervosi e insultano ogni giorno le opposizioni e i magistrati, su cui cercano di scaricare la responsabilità dei loro fallimenti, a partire dai problemi della sicurezza».
«Non possiamo riportare indietro le lancette della storia e mettere a rischio la democrazia e i valori costituzionali», ha aggiunto De Santis. «Un “sistema giustizia” più efficiente, più veloce nel dare risposte ai cittadini è necessario ma nel perimetro della nostra Costituzione e nel rispetto degli equilibri fra i tre distinti poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario», prosegue De Santis. E conclude: «Per questo diciamo con fermezza e convinzione di no a quella che ha tutto il sapore di essere un cavallo di Troia per minare le basi democratiche del Paese. In ballo ci sono i diritti, a cominciare dalle libertà fondamentali delle persone, messe sempre più in discussione da un Governo che non accetta chi è contrario, chi dissente, chi non la pensa al suo stesso modo, che è forte con i deboli e che ora vuole indebolire l’autonomia della magistratura».
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