Taranto, scarcerati e posti ai domiciliari i tre ragazzi accusati di far parte della “banda della marmotta”
TARANTO - Sono stati scarcerati e posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico i tre giovani di Taranto accusati di appartenere alla cosiddetta “banda della marmotta”, responsabile di numerosi colpi ai bancomat tra Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, con esplosivi.
Lasceranno il carcere Simone Vinella, difeso dall’avvocato Gianluca Sebastio; Rocco Fronza, assistito dal legale Salvatore Maggio; e Valentino Intini, difeso dall’avvocato Enrico Leggieri. La decisione è stata presa dal tribunale del Riesame di Taranto, che ha accolto le richieste dei difensori.
I tre ventenni erano stati arrestati dai Carabinieri il 5 febbraio, su ordinanza del gip Rita Romano, insieme ai due baresi Cataldo Bartolo e Alessandro Longo, il primo finito in carcere e il secondo ai domiciliari.
Secondo le indagini, Bartolo, già condannato per associazione mafiosa e ritenuto affiliato al clan Parisi, coordinava i colpi con l’aiuto di un gruppo di complici dislocati su più territori. Le attività investigative dei pm Francesca Colaci ed Enrico Bruschi hanno accertato complessivamente 17 episodi criminali legati alla banda.
