Amianto nella Marina Militare: Tribunale di Bari riconosce vittima del dovere Francesco Pantaleo
BARI - È passata in giudicato la sentenza del Tribunale di Bari che riconosce lo status di vittima del dovere al maresciallo Francesco Pantaleo, meccanico navale deceduto nel 2024 a causa di mesotelioma pleurico. Pantaleo aveva prestato servizio nella Marina Militare dal 1977 al 2009, esposto quotidianamente e senza adeguate protezioni alle fibre di amianto presenti nelle navi, soprattutto nelle sale macchine dove la manutenzione generava vere e proprie “nuvole di polveri nocive”.
Il Ministero della Difesa dovrà corrispondere agli eredi un indennizzo complessivo di circa 285.000 euro, comprensivo di rivalutazioni, e garantire assegni vitalizi a vedova e orfani. Purtroppo, la giustizia arriva postuma: Pantaleo aveva ricevuto la diagnosi nel 2021 e ha combattuto la malattia per tre anni prima di morire.
A proseguire l’azione legale sono stati i familiari, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che denuncia come spesso i riconoscimenti arrivino quando ormai è troppo tardi. Bonanni sottolinea la necessità di un sistema che garantisca tempestivamente benefici e responsabilità, senza far gravare sui familiari l’onere di una lunga battaglia legale.
Rimangono aperti ulteriori procedimenti: uno davanti al TAR Puglia per il risarcimento dei danni subiti direttamente dal militare e un altro presso il Tribunale civile di Roma per i danni ai familiari.
Per consulenze legali e mediche gratuite, l’ONA offre supporto tramite il numero verde 800 034 294 e sul sito www.osservatorioamianto.it.
