'Argia. L’arte, il rito, la Cura', la performance che evoca il rituale sardo in parallelo al tarantismo salentino


Si tratta dell’esito finale della residenza artistica della compagnia Le Voci di Astarte, ospite del progetto "Caleidoscopi" di Astràgali Teatro. Mercoledì 25 marzo 2026, ore 19 Distilleria, Via Vittorio Emanuele III, 86, San Cesario di Lecce

SAN CESARIO DI LECCE (LE) - Il rituale sardo dell’Argia, affine al tarantismo salentino, presenta dei parallelismi nel rituale di cura, che viene evocato nella performance "Argia. L’arte, il rito, la Cura", a cura di Le Voci di Astarte, in programma mercoledì 25 marzo, alle ore 19, negli spazi della Distilleria di San Cesario di Lecce. La stessa performance è il risultato finale della residenza artistica tenuta a Lecce, nell’ambito di "Caleidoscopi" di Astràgali Teatro, dalla compagnia sarda, e nata da un progetto di ricerca artistica multidisciplinare che intreccia il teatro, la musica, il canto e la danza, prendendo vita dall’attenzione che la stessa compagnia dedica da sempre alla lingua, alla memoria e all’antropologia culturale della Sardegna, rilette attraverso lo sguardo dell’arte e restituite alla contemporaneità mediante processi di ricerca scenica e performativa.

Alla performance partecipano i musicisti Alberto Balia, Enrico Frangia, Aldo Nichil, Umberto Panico, Angelo Litti, e le artiste Elisa Zedda, Gloria Uccheddu e Silvia Bandini, ne cura la regia Sabrina Barlini.

Nel rito dell’Argia, la comunità si riuniva per "curare" chi era stato punto dal ragno, la malmignatta, considerato velenoso e mortale. La puntura, reale o simbolica, provocava uno stato di malessere profondo chiamato "argismo", in cui si mescolavano dolore fisico, turbamento interiore e una forma di esclusione sociale, fino all’umiliazione del malcapitato. Riscoprire l’Argia significa rileggere la ferita contemporanea: riportare sulla scena quella necessità di cura condivisa che un tempo era affidata al rito, e che oggi il teatro può riattivare come spazio di ascolto, condivisione, trasformazione e rinascita. Il percorso culmina nella realizzazione di una performance teatrale originale, che rappresenta l’esito scenico della ricerca, che intende rielaborare il mito e il rito dell’Argia come un atto collettivo di guarigione, ascolto e trasformazione.

Nella residenza svolta nel Salento, diventa forte ed evidente il filo che unisce l’Argia sarda alla Taranta salentina. Due mondi lontani geograficamente, eppure così vicini nella loro struttura simbolica e nella funzione sociale: in entrambi i casi, il dolore del corpo diventa linguaggio e rituale, il morso del ragno, reale o immaginario, trasforma la ferita individuale in evento collettivo, e la danza, accompagnata dal canto e dal ritmo, è al tempo stesso strumento di guarigione e drammaturgia spontanea.

"Caleidoscopi" è il progetto di Residenze Artistiche di Astràgali Teatro sostenuto da "Residenze per Artisti nei territori" edizione 2025-2027 del Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia.

Ingresso gratuito. Per info: whatsapp 3892105991, teatro@astragali.org, www.astragali.it, www.distilleria.eu.