Dario Canal, tra musica e identità
E' disponibile su tutte le piattaforme digitali “Rivelinho”, il nuovo singolo di Dario Canal, accompagnato dal videoclip ufficiale. Il brano è estratto dal nuovo album, pubblicato il 13 marzo, un progetto che racchiude temi come la memoria, identità, politica del corpo e responsabilità individuale.
“Rivelinho” prende spunto da una vicenda storica avvenuta durante i Mondiali di calcio del 1974, nella partita Zaire vs Brasile. Poco prima della battuta di un fallo fuori area, un giocatore dello Zaire uscì improvvisamente dalla barriera e calciò via il pallone: un gesto che gli costò un cartellino giallo e l’umiliazione pubblica, passato alla storia come “la punizione al contrario”. Solo molti anni dopo si scoprì che quell’atto apparentemente insensato era in realtà una scelta di sopravvivenza: un modo per proteggere la squadra e le famiglie dei giocatori dalle violente ritorsioni del regime.
Il brano ha visto il feat con Stefano Borrkia Toncelli (chitarra e cori): “Un’amicizia nata con la musica e l’attitudine rock’n’roll – prosegue Canal - Borrkia è stato d’ispirazione, ed ogni volta che gli ho chiesto del rock, lui ha sempre risposto a suon di chitarre elettriche ad alti volumi”
Il videoclip di “Rivelinho” nasce dalla collaborazione tra Dario Canal e la Mediateca Digitale della Maremma, fondata su una visione condivisa dell’archivio come materia viva e attuale, lontana da qualsiasi intento nostalgico o museale. Dopo la sonorizzazione de Il Pisolone (film inedito del 1963), questo progetto segna un nuovo passo nel riutilizzo creativo della memoria audiovisiva del territorio grossetano.
Visivamente, il video alterna materiali d’archivio della Mediateca a nuove riprese realizzate con telecamere vintage tra Follonica e Piombino, costruendo un ponte temporale tra passato e presente. Un elemento di forte spontaneità è rappresentato dal coinvolgimento dei ragazzi di un campino locale, entrati naturalmente nel racconto visivo, insieme a immagini storiche legate allo Zaire del 1974, riutilizzate in chiave artistica grazie alla loro natura di contenuti liberi da diritti. Ne nasce un tributo al calcio come atto politico e sociale, in cui la conservazione storica diventa strumento di creazione contemporanea.
Il videoclip è tratto da un’idea di Francesco Ciarapica, che firma anche regia, riprese e montaggio. Le immagini di repertorio provengono dalla Mediateca Digitale della Maremma, mentre la musica è di Dario Canal. Il lavoro è stato girato tra Follonica (GR) e Piombino (LI), con la partecipazione degli amici del campino di Piombino: Bilal, Ayoub, Hamza, Hicham, Mohsin, Amin, Zouhair, Osama e Mohammed. Il progetto è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
DARIO CANAL è cantautore, musicista ed educatore, da sempre impegnato in una ricerca artistica e sociale. Nato e cresciuto in Toscana, vive a Massa Marittima (GR). Fa musica da circa vent’anni e scrive canzoni e poesie da quindici. Ha vinto il Premio Fawi 2013 – Arezzo Wave e il Premio Buscaglione 2014 con il progetto Etruschi from Lakota, con cui ha pubblicato tre album e un EP. Ha composto musiche per documentari legati al territorio grossetano, tra cui La piccola Russia di Maurizio Orlandi (vincitore del Glocal Film Festival 2024 di Torino) e La Teleferica di Maurizio Orlandi e Romina Zago. Laureato in Scienze dell’Educazione e Formazione, è diplomato AIGAM e lavora come educatore e musicoterapista in ambito scolastico e sociale. Il suo primo album solista, “Nudi sotto le bombe”, è previsto per marzo 2026 ed è stato realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
“Rivelinho” è un brano che unisce sport e politica. Come nasce musicalmente?
Stavo cercando un ritmo che descrivesse la corsa di un ragazzetto nelle vie di un paesello di Toscana. Prendendo spunto dai The Raconteurs, l’energia ha preso il sopravvento lasciando lo spazio giusto alla storia che volevo raccontare.
Il titolo è una storpiatura del nome Rivelino. Perché questa scelta?
Per dare valore all’altro protagonista della storia (che non viene nomintato) Joseph Mwpeu Ilunga giocatore dello Zaire del 1974. 3. Nel testo convivono calcio e omosessualità. È stata una scelta rischiosa? Assolutamente, che rischio c’è a raccontare di come ci s’innamora di un proprio idolo?
Il videoclip ha un forte lavoro d’archivio. Quanto è importante per te l’aspetto visivo?
La collaborazione con la Mediateca digitale della Maremma nasce da circa un anno e grazie alla visione di Francesco Ciarapica, sta permettendo di far riemergere delle storie “visive” che sarebbero andate perdute. Mi piacerebbe molto continuare su questo binario perchè ci permette di rielaborare del materiale inedito e di assoluta autenticità, quello che un pò rappresenta il mio lavoro discografico.
Cosa dobbiamo aspettarci dal disco in uscita il 20 marzo?
Credo che pubblicare un album sia sempre una scelta coraggiosa, perchè porta al cambiamento. Sono sicuro che questo mi permetterà di affrontare un nuovo percorso artistico. Ne sono più che sicuro.
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