Bellomo (FI): “Logiche correntizie bloccarono Falcone, la riforma vuole superarle”
BARI - “Se fossero esistiti criteri trasparenti e meritocratici come quelli che oggi proponiamo con la riforma della giustizia, Giovanni Falcone sarebbe stato scelto senza esitazioni come capo del pool antimafia di Palermo nel 1988 e poi come Procuratore Nazionale Antimafia nel 1992. Invece, come sappiamo, il Csm gli preferì altri magistrati, con due decisioni che ancora oggi rappresentano una ferita per lo Stato e un simbolo delle distorsioni del sistema.
Non possiamo cambiare il passato, ma abbiamo il dovere di costruire un futuro diverso per i nostri figli. Votare sì al referendum è l’unica possibilità che abbiamo di superare definitivamente quelle logiche correntizie della magistratura che, troppo spesso, hanno condizionato nomine e carriere. Non possiamo più permettere che l’appartenenza a una corrente pesi più delle competenze, del merito e del curriculum. È arrivato il momento di scegliere i migliori, senza condizionamenti e senza logiche claniche.
Solo così possiamo restituire piena fiducia ai cittadini e garantire una giustizia davvero imparziale ed efficace. Una magistratura libera da logiche correntizie è una magistratura più forte e più giusta. È su questo che dobbiamo avere il coraggio di intervenire, senza ambiguità”.
Lo dichiara il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera.
