Concessioni balneari a Bari, Picaro scrive al sindaco Leccese: “Indennizzi impossibili da calcolare, sospendere subito le gare”
BARI – L’eurodeputato Michele Picaro (Fratelli d’Italia – ECR) ha inviato una lettera al sindaco di Bari, Vito Leccese, per segnalare criticità nelle procedure comunali per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime.
Nel documento, Picaro richiama l’attenzione dell’amministrazione sulle determinazioni dirigenziali relative alla quantificazione degli indennizzi spettanti ai concessionari uscenti, evidenziando possibili profili di non conformità rispetto all’articolo 4 della legge n. 118 del 2022.
Secondo l’eurodeputato, il Comune avrebbe fissato al 31 dicembre 2023 il termine per la quantificazione degli investimenti non ancora ammortizzati, nonostante le concessioni siano ancora efficaci, con scadenza naturale prevista nel 2027 o comunque fino all’esito delle procedure di gara.
Un’ulteriore criticità riguarda l’esclusione della componente relativa all’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni, che la normativa nazionale prevede invece tra le voci dell’indennizzo spettante al concessionario uscente.
«Ho ritenuto necessario segnalare al sindaco Leccese una questione che riguarda sia la tutela dei diritti dei concessionari sia il corretto funzionamento delle dinamiche di mercato – dichiara Picaro –. Una determinazione non corretta degli indennizzi rischia di penalizzare i concessionari uscenti e di ridurre il valore economico delle concessioni oggetto di gara, incidendo negativamente sull’interesse pubblico e sul possibile rialzo dei canoni concessori».
L’eurodeputato sottolinea inoltre che la scelta dell’amministrazione comunale potrebbe determinare disparità di trattamento rispetto alle normali operazioni di subentro tra imprese private, nelle quali il valore economico dell’azienda include anche l’avviamento.
Picaro ricorda infine che sono attualmente in fase di approvazione le linee guida nazionali per la determinazione degli indennizzi e la predisposizione dei bandi tipo, motivo per cui ritiene opportuno che il Comune proceda con prudenza.
«Per evitare contenziosi e garantire uniformità nell’applicazione della normativa nazionale – conclude Picaro – ho invitato l’amministrazione comunale ad attivare i poteri di autotutela, sospendendo o revocando la determina con cui è stata indetta la procedura di gara».