Imprese, Bellomo (FI) attacca Decaro: sospensione fondi FESR-FSE+ mette a rischio turismo e sviluppo regionale
BARI - «Da Decaro il solito vuoto pneumatico». Così il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera, commenta la recente decisione della Giunta regionale di sospendere gli avvisi pubblici finanziati con risorse FESR–FSE+ 2021-27.
Secondo Bellomo, l’intervento del sindaco e governatore Decaro nelle Commissioni competenti per spiegare le ragioni della delibera sarebbe stato «l’ennesima supercazzola degna del film di Monicelli». «Come altro si potrebbe definire – aggiunge il deputato – l’affermazione secondo la quale per salvare le aziende o evitare il fallimento si nega loro la possibilità di accedere ai fondi?».
Bellomo sottolinea come questa decisione rappresenti «un vero colpo di mannaia allo sviluppo dell’economia pugliese, in particolare al settore turistico». Il deputato evidenzia che tutti gli imprenditori hanno diritto a pari opportunità, soprattutto se hanno già effettuato investimenti o consulenze confidando nel sostegno pubblico, ora sospeso «con un atto d’imperio».
«Siamo di fronte a scelte poco tecniche e molto politiche – continua Bellomo – dove si avverte un evidente clima di amichettismo e assenza di strategia. Vorrei capire quali criteri abbiano portato a penalizzare alcune aziende rispetto ad altre, perché ci si accorge solo ora delle previsioni sbagliate e perché non si effettua un monitoraggio serio delle priorità economiche regionali».
Il deputato ricorda che «grandi gruppi industriali sono pronti a investire nel turismo pugliese», e che affrontare temi così sensibili richiede «una visione complessiva e non improvvisazione». Bellomo sottolinea anche il rischio di riduzione del Pil regionale stimato al 4%, definendolo «un autentico disastro».
«Le speranze vanno sostenute, non distrutte sul nascere – conclude Bellomo – tanto più se si tratta di una decisione presa con metodi da sovrano assoluto. Certo, siamo abituati al pianto di Decaro, ma quelle sarebbero davvero le classiche lacrime di coccodrillo».
