Morte di Loris Costantino all’ex Ilva: indagati 10 dirigenti, tra cui Saitta e Valli

TARANTO - I manifesti funebri davanti alla fabbrica, i volti scuri degli operai, il dolore palpabile e il silenzio dello sciopero: uno scenario già visto all’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. Questa volta il rito funebre è per Loris Costantino, 36 anni, morto dopo una caduta di oltre 10 metri all’interno dello stabilimento.

Secondo le prime ricostruzioni, il piano di calpestio sul quale stava lavorando ha ceduto improvvisamente. Loris è deceduto in ospedale, dopo che un collega lo aveva assistito nei minuti immediatamente successivi alla caduta.

Sulla vicenda ci sono 10 indagati, tra cui sei dirigenti di Acciaierie d’Italia: tra loro spiccano il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore di stabilimento Benedetto Valli, già coinvolti nelle indagini per la morte di un altro operaio, Claudio Salamida, avvenuta a gennaio.

Venerdì è prevista l’autopsia sul corpo di Loris, affidata al medico legale Davide Ferorelli, per chiarire le dinamiche esatte dell’incidente. Su quel calpestio, quel pavimento che non ha retto, si sono consumati gli ultimi passi dell’operaio, pochi attimi dopo attraversati dal collega che ha cercato di soccorrerlo.

Davanti alla portineria delle Imprese, i colleghi si sono radunati, manifestando dolore ma anche timore: “Ormai abbiamo paura di varcare la soglia del siderurgico”, raccontano, segnati da un sentimento di insicurezza che sembra ciclico in un luogo che più volte ha conosciuto tragedie simili.

Il lutto e la rabbia si mescolano così all’ex Ilva, mentre l’azienda e le autorità sono chiamate a rispondere a domande che la comunità operaia si pone da troppo tempo: sicurezza sul lavoro, responsabilità e prevenzione.