Operaio morto a Modugno, Fillea e CGIL: “Ennesima vittima del dovere”


BARI - Tragedia sul lavoro a Modugno, dove l’operaio andriese Enrico Matera, 29 anni, dipendente di un’azienda edile del nord barese, ha perso la vita in un cantiere all’interno di un capannone industriale.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe caduto attraverso un lucernario, precipitando da un’altezza di circa sei metri.

La denuncia dei sindacati

“Se pensiamo questa sia una fatalità stiamo deresponsabilizzando quanto accade, sono veri e propri ‘operaicidi’”, dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale della Fillea CGIL Bari Bat.

Il sindacalista sottolinea come per i lavori in quota esistano precise misure di sicurezza – dalle imbracature alle reti protettive – spesso però non applicate adeguatamente. “Serve urgentemente l’istituzione di una Procura Nazionale sulle morti sul lavoro per contrastare questa strage senza fine”, aggiunge, esprimendo vicinanza alla famiglia della vittima.

“Apprendiamo con immenso dolore la notizia di una ennesima morte bianca”, afferma Michele Valente, segretario generale della CGIL BAT. “Ma ciò che manca è un’accelerazione sulle politiche per la sicurezza, sulla formazione e sulla prevenzione, oltre a un rafforzamento dei controlli ispettivi”.

Sulla stessa linea Domenico Ficco, segretario generale della CGIL Bari: “Serve una cultura diversa del fare impresa, dove la sicurezza non sia un costo ma una priorità”. Ficco evidenzia anche il peso della precarietà e del sistema dei subappalti, che possono indebolire la capacità dei lavoratori di far valere i propri diritti.

Sicurezza sul lavoro, tema aperto

La tragedia riporta al centro il tema della sicurezza nei cantieri e, più in generale, nei luoghi di lavoro, con i sindacati che chiedono interventi strutturali su controlli, formazione e responsabilità delle imprese.