Piano Casa, i Democristiani 5.0: “Serve una rigenerazione urbana più vicina ai cittadini”
BARI - A Bari si accende il dibattito sul nuovo Piano Casa comunale, al centro delle critiche avanzate dai Democristiani 5.0. Secondo il movimento, il provvedimento rischia di non incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini, evidenziando limiti strutturali e una scarsa capacità di rispondere ai reali bisogni del territorio.
A intervenire è il segretario regionale Luigi Barnabà, che sottolinea come, dopo mesi di confronto con tecnici, professionisti e cittadini, emerga un giudizio diffuso: “Così com’è, questo Piano Casa rischia di non cambiare nulla nella vita reale delle persone”.
Nel mirino, in particolare, l’esclusione dai principali interventi di rigenerazione di quartieri centrali e densamente popolati come Libertà, Carrassi, San Pasquale e Poggiofranco, caratterizzati da edifici datati, spesso poco efficienti dal punto di vista energetico e non sempre adeguati sotto il profilo della sicurezza. “È un paradosso – afferma Barnabà – che proprio queste aree, dove vivono migliaia di cittadini, restino fuori dalle misure più incisive”.
Il movimento propone quindi un modello alternativo, denominato “Rigenerazione Vicina alle Persone”, basato su un approccio più ampio e inclusivo. L’obiettivo è intervenire non solo nelle periferie, ma anche nei quartieri centrali, migliorando sicurezza sismica, efficienza energetica, accessibilità e qualità degli spazi urbani, con più verde, servizi e aree pubbliche.
Tra le proposte avanzate, l’istituzione di un Fondo comunale per la rigenerazione, la creazione di uno sportello dedicato ai cittadini e ai condomìni, e la definizione di un Piano dei servizi di quartiere per individuare carenze e priorità. Centrale anche il tema della governance, con il coinvolgimento di ordini professionali, università, associazioni e realtà del territorio.
“Non possiamo chiedere ai cittadini di affrontare da soli interventi complessi – aggiunge Barnabà – serve una regia pubblica forte, trasparente e partecipata”.
Il segretario conclude rilanciando la visione del movimento: una città più sicura, sostenibile e inclusiva, dove la rigenerazione urbana diventi un processo concreto e condiviso, capace di mettere davvero al centro le persone.
