Festival della Valle d’Itria: il Mediterraneo protagonista della 52ª edizione
MARTINA FRANCA - Sarà il Mediterraneo, culla di miti e crocevia di culture, il filo conduttore della 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, in programma a Martina Franca e in diversi luoghi del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto 2026. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, il Festival è curato per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti, che prosegue un percorso volto a rendere la musica uno strumento di riflessione sul presente.
Un impegno riconosciuto anche dal prestigioso Premio Franco Abbiati, che ha premiato “Owen Wingrave”, produzione della scorsa edizione, come migliore iniziativa musicale del 2025.
Il Festival proporrà un ampio programma tra opere liriche, rarità, concerti e incontri, attraversando quattro secoli di musica, dal Settecento ai giorni nostri. Il Mediterraneo sarà raccontato come luogo di incontro, migrazione e dialogo tra culture, con la musica a fare da filo narrativo.
Le produzioni liriche
Tre le nuove produzioni in scena. L’inaugurazione, il 14 luglio nel Palazzo Ducale di Martina Franca, vedrà il dittico formato da “Pulcinella” di Igor Stravinskij e “La favola di Orfeo” di Alfredo Casella, due opere che rileggono il mito in chiave novecentesca.
Il 25 luglio sarà la volta di “Carmen” di Georges Bizet, proposta in una versione originale mai rappresentata in forma scenica, sotto la direzione di Fabio Luisi.
Completa il cartellone “Il schiavo di sua moglie” di Francesco Provenzale, opera barocca del Seicento presentata in prima esecuzione in tempi moderni, frutto di un lavoro di ricerca musicologica.
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| ph_Clarissa Lapolla |
Un festival tra musica e territorio
Accanto alle opere, il Festival proporrà concerti sinfonici, cameristici e appuntamenti speciali in chiostri, basiliche e masserie della Valle d’Itria, valorizzando il patrimonio storico e paesaggistico del territorio. Tra questi, il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino e il concerto sinfonico con l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala.
Spazio anche al teatro musicale contemporaneo con il progetto “Vennero da ogni dove” affidato a Marco Baliani, che intreccia musica e narrazione sul tema del viaggio e delle migrazioni nel Mediterraneo.
Cultura, identità e dialogo
Per il presidente della Fondazione, Michele Punzi, il Festival rappresenta «un appuntamento unico, capace di coniugare visione internazionale e radicamento nel territorio». La direttrice artistica Colasanti sottolinea come il Mediterraneo sia «radice, incontro e accoglienza», ma anche luogo di storie complesse e contemporanee.
Anche le istituzioni locali evidenziano il valore culturale e sociale della manifestazione, che si conferma uno degli eventi più identitari della Puglia, capace di costruire ponti tra culture e generazioni.
Con un programma ricco e articolato, il Festival della Valle d’Itria si conferma così un laboratorio artistico e culturale di rilievo internazionale, in cui la musica diventa linguaggio universale per interpretare il presente e immaginare il futuro.

