“Donne – plurale femminile”: a Giovinazzo una mostra fotografica dedicata allo sguardo delle artiste
GIOVINAZZO - A Giovinazzo la fotografia diventa strumento di riflessione, identità e racconto al femminile. Dal 28 marzo al 12 aprile la Sala del Bastione ospiterà la mostra “Donne – plurale femminile”, un’esposizione che mette al centro lo sguardo di sei fotografe e i molteplici linguaggi dell’arte contemporanea.
L’iniziativa, promossa con il contributo del Comune e curata da Maria Lanotte, nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nella produzione culturale e artistica, offrendo uno spazio di visibilità e riconoscimento a un contributo spesso sottorappresentato. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso “My Moon”, che utilizza il simbolo della Luna per raccontare le molteplici identità del femminile.
Il vernissage è in programma sabato 28 marzo alle ore 11, alla presenza del sindaco Michele Sollecito, dell’assessora alle Pari Opportunità Vincenza Serrone e del photo editor Maurizio Garofalo.
Le protagoniste della mostra rappresentano diversi approcci alla fotografia: dalla dimensione surreale di Francesca Meloni alla fotografia di scena di Alessia Santambrogio, passando per la digital art della stessa Maria Lanotte e le rielaborazioni artistiche di Maddalena Barletta. Completano il percorso la ricerca fotografica di Olga Donati e una sezione di ritratti dedicata a Letizia Battaglia, figura simbolo della fotografia italiana e dell’impegno civile.
Attraverso immagini, installazioni e sperimentazioni visive, il pubblico è coinvolto in un’esperienza immersiva che unisce tradizione e innovazione. La Luna diventa così metafora delle trasformazioni, dei cicli e della pluralità dell’essere donna: non un’identità unica, ma una costellazione di differenze, sensibilità e visioni.
“È stata una scelta precisa quella di chiudere il mese dedicato alle donne con una mostra fotografica che ha come protagoniste delle fotografe – ha spiegato l’assessora Serrone –. Credo nel potere delle immagini, capaci di parlare anche quando le parole non bastano, offrendo uno sguardo diverso, lontano dalle narrazioni legate alla violenza e più vicino alla creatività e alla forza delle donne”.
La mostra si configura così come un vero e proprio dispositivo culturale, orientato alla promozione delle pari opportunità, al dialogo e alla costruzione di modelli inclusivi, attraverso l’arte e la fotografia.