Sanità pugliese, USB chiede incontro urgente alla Regione: “Il deficit non può ricadere su lavoratori e cittadini”


BARI – L’Unione Sindacale di Base (USB) Puglia ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia dopo le notizie sul disavanzo della sanità regionale e sulle decisioni che riguarderebbero il blocco di assunzioni e consulenze nelle Sanitaservice.

Secondo quanto riportato dal sindacato, il disavanzo ammonterebbe a circa 360 milioni di euro. Una situazione definita certamente seria, ma che, secondo USB, non può essere scaricata sui cittadini pugliesi e sui lavoratori del sistema sanitario. Il timore è che il blocco delle assunzioni finisca per pesare proprio su chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi sanitari, con un aumento dei carichi di lavoro e un ulteriore peggioramento delle condizioni operative nelle strutture.

USB ribadisce con fermezza che non accetterà che a pagare le conseguenze della situazione economica siano i lavoratori delle Sanitaservice o i pazienti pugliesi. Le società Sanitaservice, sottolinea il sindacato, rappresentano infatti uno dei pochi esempi positivi in Puglia di superamento degli appalti e delle esternalizzazioni, grazie a un percorso di internalizzazione dei servizi che negli anni ha garantito maggiori tutele occupazionali e un miglioramento dell’efficienza dei servizi per i cittadini. Interrompere o rallentare questo processo, secondo USB, sarebbe un grave errore politico e amministrativo.

Il sindacato invita inoltre a considerare la questione nel quadro più ampio della sanità pubblica nazionale. I problemi di bilancio, evidenzia USB, non riguardano solo la Puglia. Il Piemonte, ad esempio, registra un disavanzo superiore agli 800 milioni di euro, mentre la Lombardia ha segnalato una differenza di circa 1,6 miliardi tra quanto stimato di ricevere dal Fondo sanitario nazionale e quanto il Governo potrebbe effettivamente riconoscere.

Per USB questo dimostra l’esistenza di un problema strutturale nel finanziamento della sanità pubblica, aggravato dal fatto che spesso vengono annunciati fondi che poi, nella pratica, risultano inferiori o non arrivano nei tempi previsti. Quando le risorse non sono sufficienti, sottolinea il sindacato, le difficoltà emergono inevitabilmente nei bilanci regionali.

In questo contesto, secondo l’organizzazione sindacale, la responsabilità non può essere scaricata sui sistemi sanitari regionali e, ancor meno, sui lavoratori. Il Mezzogiorno e la Puglia, in particolare, soffrono da anni una carenza cronica di finanziamenti e una distribuzione delle risorse che penalizza il Sud. Nonostante ciò, il sistema sanitario pugliese continua a garantire servizi e assistenza grazie soprattutto all’impegno degli operatori sanitari che, spesso con organici ridotti e in condizioni difficili, assicurano ogni giorno il diritto alla salute dei cittadini.

Proprio per questo USB ritiene inaccettabile che la risposta alla crisi possa essere il blocco delle assunzioni, il peggioramento delle condizioni di lavoro o una riduzione dei servizi.

Il sindacato ha quindi chiesto alla Regione Puglia di chiarire se il blocco delle assunzioni nelle Sanitaservice sia una misura temporanea, quali siano le reali criticità economiche e organizzative del sistema sanitario regionale e quali garanzie si intendano fornire per proseguire il percorso di internalizzazione dei servizi.

USB avverte infine che, in assenza di risposte chiare, non resterà a guardare. Se dovessero essere messi in discussione il lavoro, i servizi e il futuro delle Sanitaservice, il sindacato si dice pronto ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per difendere i lavoratori, i servizi sanitari e il diritto alla salute dei cittadini pugliesi.