Bari, all’Università si indaga il ruolo delle donne musiciste ai tempi di Jane Austen: seminario e festival su cultura e “sovversione”
BARI - Prosegue all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro il percorso di “Storie che cambiano”, progetto di Public Engagement del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dedicato per il 2026 al tema “Jane Austen scrittrice ‘sovversiva’”. Un’iniziativa che intreccia letteratura, storia culturale e studi di genere per rileggere la figura della scrittrice inglese e il suo contesto storico da prospettive nuove e interdisciplinari.
Il seminario su musica e condizione femminile
Nell’ambito del programma si terrà martedì 21 aprile alle ore 15.40, nell’Aula 9 del Palazzo di Lingue a Bari, il seminario “Essere compositrice al tempo di Jane Austen”, a cura di Angela Annese e introdotto dalla professoressa Franca Dellarosa.
L’incontro approfondirà il ruolo delle donne musiciste in Europa tra fine Settecento e inizio Ottocento, con particolare attenzione alle difficoltà di accesso alla formazione e alla produzione musicale in un sistema culturale fortemente escludente. La composizione, in particolare, veniva spesso considerata un ambito precluso alle donne, sia per ragioni culturali sia per barriere strutturali legate all’istruzione e alla possibilità di affermarsi pubblicamente.
Il seminario porterà inoltre l’attenzione su alcune figure femminili di rilievo nella storia della musica europea, tra cui Maria Teresa Agnesi, Marianna Martines, Maria Rosa Coccia, Maria Theresia von Paradis, Hélène de Montgeroult, Sophia Corri e Maria Szymanowska, evidenziando il loro contributo spesso marginalizzato nella storiografia musicale.
Un progetto tra ricerca e divulgazione
“Storie che cambiano” nasce con l’obiettivo di interrogare il concetto di “classico” e le modalità con cui le opere del passato vengono reinterpretate e trasformate nei diversi contesti culturali e mediatici. Il progetto è finanziato dal Patto Territoriale Sistema Universitario Pugliese e coinvolge anche il Sistema Bibliotecario di Ateneo e diversi partner istituzionali regionali.
Il programma include gruppi di lettura, podcast, una mostra bibliografica e una campagna social, oltre a un festival multimediale previsto per il 14 e 15 maggio 2026, interamente dedicato a Jane Austen.
L’intento complessivo è quello di superare letture stereotipate dell’autrice inglese, restituendone la complessità culturale e critica, e mostrando come la sua opera continui a essere reinterpretata come strumento di analisi del presente, tra letteratura, società e media contemporanei.
