Bari, patteggiano quattro dentisti nell’inchiesta sull’evasione fiscale: pene fino a 18 mesi


BARI – Si chiude con quattro patteggiamenti il primo filone dell’inchiesta su presunte visite e interventi “in nero” che coinvolge 27 dentisti nell’area di Bari. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, ha accolto gli accordi già concordati con la Procura, disponendo pene comprese tra i 12 e i 18 mesi di reclusione.

Gli imputati hanno inoltre provveduto al pagamento delle imposte contestate, presentando in aula i modelli F24 relativi ai versamenti. Le somme versate risultano significative, seppur inferiori rispetto alle stime iniziali formulate dagli investigatori della Guardia di Finanza.

Per reperire le risorse necessarie, alcuni degli indagati avrebbero dichiarato di aver venduto beni personali, tra cui immobili e imbarcazioni.

L’indagine, coordinata dalla pm Luisiana Di Vittorio, ipotizza un’evasione complessiva di circa 6 milioni di euro. L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia di una segretaria licenziata da uno studio dentistico e ha fatto emergere, secondo gli inquirenti, un sistema strutturato per occultare i ricavi.

Al centro del meccanismo ci sarebbe un software gestionale che consentiva l’accesso a una contabilità parallela tramite un apposito comando. I finanzieri, ricostruendo i flussi, hanno contattato numerosi pazienti, molti dei quali hanno confermato di non aver ricevuto regolare fattura.

Tra gli indagati figura anche Tommaso Carbone, titolare di una società di Palo del Colle che avrebbe fornito il programma informatico “Suite Medical Gold”, utilizzato in diversi studi dentistici in Italia.

Il procedimento proseguirà il 13 luglio, data fissata per la discussione dei riti abbreviati e per le richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli altri imputati.