Crisi del mobile imbottito, Di Sciascio: “Riapriamo il dialogo. Piano per il Distretto Natuzzi”
BARI - “Riapriamo il dialogo. Non ci arrendiamo”. Con queste parole l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio interviene sulla crisi del comparto del mobile imbottito e dell’arredo, annunciando la convocazione, d’intesa con la Regione Basilicata, di una riunione interregionale dedicata al Distretto produttivo.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di affrontare la fase di difficoltà del settore, a partire dalla vertenza Natuzzi, e di individuare soluzioni condivise per il rilancio di una filiera considerata strategica per Puglia e Basilicata.
Natuzzi, spiega l’assessore, rappresenta “un simbolo della capacità d’impresa pugliese e del talento creativo italiano”, con circa 1.800 dipendenti e un ruolo centrale in un sistema produttivo che conta circa 700 aziende e oltre 9.000 addetti tra Puglia e Basilicata.
Di Sciascio esprime preoccupazione per l’attuale stallo delle trattative e per un contesto di mercato internazionale definito “drammaticamente fermo”, sottolineando il rischio di un ulteriore aggravamento della crisi industriale.
Nel suo intervento, l’assessore rilancia l’ipotesi di un primo accordo basato su politiche di incentivazione all’esodo, con indennità ritenute adeguate a favorire le uscite volontarie dei lavoratori prossimi alla pensione. L’obiettivo sarebbe quello di sbloccare una prima fase della trattativa, per poi affrontare il tema degli ammortizzatori sociali e della tutela occupazionale.
La Regione, aggiunge, è pronta a intervenire anche sul fronte delle politiche attive del lavoro attraverso ARPAL e con strumenti di accompagnamento ai lavoratori, tra cui uno sportello già attivato a Santeramo.
Parallelamente, la riunione interregionale punta a rafforzare il Distretto del mobile imbottito, favorendo aggregazione tra imprese, integrazione della filiera e processi di internazionalizzazione delle piccole e medie aziende.
“Servono misure straordinarie e urgenti – conclude Di Sciascio – per sostenere un settore composto da centinaia di imprese e migliaia di lavoratori, oggi fortemente esposti alle difficoltà del mercato globale”.
