Puglia, un’altra dimensione del gusto al Vinitaly 2026
BARI - Con oltre 90mila ettari vitati, 7,6 milioni di ettolitri di produzione, 231 milioni di euro di export e 18mila ettari di coltivazioni biologiche, il comparto vitivinicolo pugliese si conferma tra i più rilevanti a livello nazionale e in costante crescita sul piano internazionale. I dati, elaborati da Ismea e Centro Studi Unioncamere Puglia, evidenziano un sistema produttivo solido, orientato alla qualità, alla sostenibilità e all’apertura ai mercati esteri.
La Regione Puglia sarà presente alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile 2026, con 103 aziende vitivinicole ospitate nel Padiglione 11 di Fiera Verona. La partecipazione è stata presentata a Bari dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli insieme alla presidente di Unioncamere Puglia Unioncamere Puglia, confermando la centralità strategica del vino pugliese nel panorama agroalimentare italiano.
La vitivinicoltura regionale rappresenta uno dei pilastri del sistema agroalimentare pugliese. Con oltre 90 mila ettari di superficie vitata, la Puglia si colloca tra le prime regioni italiane per estensione, mentre il segmento biologico ha raggiunto più di 18 mila ettari certificati, quasi raddoppiati rispetto al 2013. Questo dato riflette la crescente attenzione delle imprese verso modelli produttivi sostenibili e orientati alla qualità.
Nel 2024 la produzione regionale ha raggiunto 7,6 milioni di ettolitri tra vini e mosti, posizionando la Puglia al secondo posto in Italia per volumi. Il valore della produzione vinicola si attesta invece a 315 milioni di euro, segnalando un potenziale ancora in evoluzione nella trasformazione del volume produttivo in valore aggiunto.
Sul fronte dell’export, il comparto ha registrato 231 milioni di euro nel 2024, con una presenza consolidata nei mercati europei, in particolare Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, e un crescente interesse nei mercati extraeuropei come Stati Uniti e Regno Unito. Il sistema vitivinicolo regionale mostra quindi un progressivo rafforzamento della propria capacità di internazionalizzazione.
Secondo l’assessore Francesco Paolicelli, la partecipazione al Vinitaly sarà l’occasione per presentare “un’altra dimensione del gusto”, valorizzando la pluralità del sistema produttivo pugliese, composto da grandi aziende e piccole cantine che contribuiscono insieme alla costruzione dell’identità enologica regionale.
Nel corso della manifestazione sono previsti seminari e workshop dedicati al recupero di antiche cultivar, approfondimenti sui vitigni e sulle denominazioni di origine controllata, oltre a focus sulle opportunità offerte dal Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 per la formazione di nuove figure professionali nel settore. Ampio spazio sarà dedicato anche all’enoturismo, con la partecipazione di esperti e divulgatori del settore.
La presenza pugliese a Verona sarà arricchita da un racconto integrato del territorio: accanto al vino saranno valorizzate anche le ceramiche artistiche pugliesi, come parte di una più ampia “Puglia Experience” che unisce enogastronomia, artigianato, cultura e accoglienza.
Durante la fiera si svolgeranno inoltre cinque showcooking quotidiani dedicati all’abbinamento tra vino e prodotti tipici regionali, mentre l’enoteca della Regione Puglia proporrà degustazioni guidate di bianchi, rosati, spumanti e rossi.
Sono previsti anche incontri B2B con circa 20 buyer internazionali provenienti da mercati strategici come Brasile, Argentina, Regno Unito, Germania, Danimarca e Svizzera. Gli appuntamenti saranno organizzati tramite la piattaforma digitale B2Match, con incontri one-to-one programmati per favorire relazioni commerciali mirate ed efficaci.
La partecipazione al Vinitaly si conferma così un momento strategico per rafforzare il posizionamento del vino pugliese sui mercati internazionali, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e integrazione tra produzione, turismo e cultura.

