Scomparso da due settimane a Carbonara: i familiari di Scamarcia non credono all’allontanamento volontario
CARBONARA DI BARI - Non credono all’ipotesi di un allontanamento volontario i familiari di Michelangelo Scamarcia, il 67enne di Carbonara di cui non si hanno più notizie dal 31 marzo. Il timore, sempre più forte con il passare dei giorni, è che l’uomo possa essere stato raggirato o avvicinato da qualcuno per ragioni ancora sconosciute.
Michelangelo, che soffre di una lieve forma di autismo ma è autosufficiente, quel pomeriggio era uscito di casa lasciando tutto in ordine incompleto: bucato steso e piatti da lavare. L’ultima persona ad averlo visto è stata una vicina, intorno alle 17. Indossava un bomber blu con una striscia nera e pantaloni scuri. Da quel momento, nessuna traccia.
La sera stessa non ha fatto rientro a casa e il cellulare risultava spento. Il giorno successivo, però, un elemento ha reso il caso ancora più misterioso: un messaggio inviato dal suo telefono alla cognata, in cui si leggeva “Sono a Bari, rientro alle 20”. Un testo che i familiari ritengono sospetto. “Non inviava mai messaggi – racconta una parente – e aveva difficoltà a scrivere frasi di senso compiuto: non crediamo possa averlo scritto lui”.
Le ricerche dei carabinieri proseguono senza sosta, ma finora senza risultati. L’ultima traccia risale al primo aprile, quando il cellulare ha agganciato una cella telefonica nella zona di Modugno, prima di spegnersi definitivamente.
A oltre due settimane dalla scomparsa, resta l’angoscia di una famiglia sospesa nell’incertezza. “Vivere così è straziante”, confidano i parenti, mentre cresce la speranza che qualcuno possa fornire elementi utili per ritrovare Michelangelo.