Bari, focus su disagio giovanile: al Politecnico confronto su prevenzione, cura e salute mentale


BARI - Ansia, ritiro sociale, autolesionismo e nuove fragilità giovanili sono stati al centro dell’incontro “Fragilità giovanili e percorsi di orientamento. Le sfide attuali”, ospitato al Politecnico di Bari e promosso dal CUG dell’ateneo e dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Bari, nell’ambito del progetto MoBIUS.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, professionisti della salute mentale, scuola, università e associazioni per analizzare l’aumento del disagio psicologico tra adolescenti e giovani adulti e rafforzare il coordinamento tra servizi sanitari e contesti educativi.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati dei servizi della ASL Bari impegnati nella presa in carico dei giovani. Nel 2025 le consulenze psichiatriche in Pronto soccorso sono state 1.311, con un incremento del 35% rispetto al 2023; di queste, 189 hanno riguardato under 25. In circa un terzo dei casi si è reso necessario il ricovero ospedaliero, spesso per gesti autolesivi o ideazione anticonservativa.

Un altro dato riguarda il servizio SPDC dell’Ospedale San Paolo, che segnala un aumento dei casi di disagio acuto, con ansia, isolamento sociale, crisi relazionali e abuso di sostanze tra le principali manifestazioni osservate.

Al centro della presa in carico territoriale c’è anche il Centro Prisma, struttura multidisciplinare dedicata a giovani tra i 13 e i 29 anni, che attualmente segue circa 220 utenti con disturbi emotivi e psicopatologici di varia natura, tra cui depressione, disturbi d’ansia, disregolazione emotiva e psicosi.

Nel dibattito è stato evidenziato anche il ruolo della scuola e delle nuove tecnologie nel modificare le forme del disagio, con particolare attenzione al cyberbullismo e all’isolamento sociale.

La ASL Bari ha inoltre illustrato le attività del Gruppo Interistituzionale Aziendale (GIA), impegnato in programmi di prevenzione nelle scuole: nell’ultimo anno sono stati coinvolti oltre 14mila studenti attraverso progetti di promozione della salute mentale e formazione dei docenti.

L’incontro si è concluso con un richiamo alla necessità di una rete stabile tra sanità, scuola e università per intercettare precocemente il disagio giovanile e ridurre stigma e solitudine emotiva.