Cuneo, speleologo bloccato in grotta: operazioni di soccorso complesse nel Cuneese
CUNEO - Sono in corso delicate operazioni di soccorso nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio di Garessio (provincia di Cuneo), dove uno speleologo è rimasto bloccato a circa 120 metri di profondità dopo il distacco di un masso.
L’allarme è scattato intorno alle 17 e ha immediatamente attivato il dispositivo di emergenza del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con l’intervento delle squadre piemontesi, liguri e lombarde. Sul posto sono presenti anche tecnici sanitari specializzati, la commissione medica e i cosiddetti “disostruttori”, impegnati nella rimozione controllata della roccia che impedisce il movimento dell’uomo.
Secondo le prime informazioni, lo speleologo — un 20enne di origine ligure — sarebbe cosciente e in grado di collaborare con i soccorritori, ma risulta immobilizzato a una gamba dal masso che si sarebbe staccato durante il passaggio. I compagni di escursione hanno immediatamente segnalato l’incidente.
Le squadre stanno lavorando per ridurre progressivamente le dimensioni della roccia e, parallelamente, per allargare alcuni passaggi interni della cavità, così da consentire l’eventuale evacuazione con barella nelle fasi successive. È stata inoltre predisposta una linea telefonica diretta all’interno della grotta per garantire il costante contatto con l’esterno e il monitoraggio delle condizioni del ferito.
Le operazioni coinvolgono complessivamente circa 42 tecnici del Soccorso speleologico, tra cui otto sanitari e otto disostruttori, oltre ai vigili del fuoco volontari di Garessio e al nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) di Cuneo.
La grotta interessata è parte del sistema carsico della Rocca d’Orse, in Val d’Inferno, un’area nota agli speleologi per la sua complessità geologica e per le frequenti attività di ricerca e esplorazione. Scoperta dallo Speleo Club Tanaro nel 2007, la cavità si sviluppa in profondità lungo antichi livelli freatici, sotto il sistema del Garb della Donna Selvaggia.
Le operazioni di recupero si presentano lunghe e tecnicamente difficili e non si esclude che possano proseguire per tutta la notte, con un costante aggiornamento delle condizioni cliniche dello speleologo e delle strategie di estrazione.
