“HEIMAT”, a Giovinazzo l’opera pubblica che raccoglie le storie delle donne: un invito alla memoria collettiva


GIOVINAZZO – Le storie delle donne di Giovinazzo diventano un’opera d’arte pubblica con “HEIMAT”, il progetto dell’artista e architetta Jasmine Pignatelli, selezionato nell’ambito di un bando della Città Metropolitana di Bari finanziato con fondi PNRR-PINQuA.

L’installazione, una scultura-memoriale, sarà realizzata entro la fine di giugno nel giardino di via Papa Giovanni XXIII e si propone come un archivio simbolico e partecipato delle memorie femminili del territorio.

Il termine “Heimat”, parola tedesca che indica la “piccola patria”, diventa il fulcro concettuale dell’opera: una struttura ambientale che contiene un cubo in corten al cui interno saranno raccolte fotografie, testimonianze e ricordi delle donne di Giovinazzo, raccolti attraverso incontri pubblici e contributi dei cittadini.

Un’opera partecipata

Il progetto invita la comunità a contribuire attivamente alla costruzione dell’installazione: i cittadini possono consegnare fotografie di madri, nonne, figlie e donne significative della propria famiglia presso l’URP del Comune, l’Assessorato alle Pari Opportunità oppure tramite i canali dedicati del progetto.

Le immagini e le storie raccolte verranno inserite nel nucleo centrale dell’opera, trasformando la scultura in un “archivio vivo” della memoria collettiva femminile del territorio.

Memoria e identità femminile

Secondo l’artista, HEIMAT nasce dall’incontro con storie personali che diventano narrazione condivisa. Tra queste, anche quella di una donna giovinazzese, Sabina Anemone, medico pediatra e tra le prime donne laureate in medicina all’Università di Bari, richiamata come esempio di riscatto e autodeterminazione.

L’opera si configura così come un memoriale diffuso, dedicato alle donne comuni e alle loro storie familiari, con l’obiettivo di preservarne la memoria oltre la dimensione privata.

Un progetto tra arte e spazio pubblico

HEIMAT si inserisce nella più ampia ricerca dell’artista, già autrice di interventi pubblici e relazionali in Puglia e in Albania, tra cui opere dedicate all’accoglienza dei migranti e alla memoria civile del territorio.

Con questo nuovo lavoro, l’arte contemporanea si lega direttamente allo spazio urbano di Giovinazzo, trasformando un giardino pubblico in un luogo di narrazione collettiva e partecipazione.

L’iniziativa è sostenuta anche dall’amministrazione comunale, che sottolinea il valore del progetto come strumento di conservazione delle memorie familiari e di valorizzazione delle storie femminili.

“HEIMAT” si presenta così come un’opera pubblica ma anche come un rito comunitario: un invito a ricordare, condividere e custodire le storie che compongono l’identità del territorio.