La critica, l’arte del giudicare ed i proverbi


VITTORIO POLITO
- La critica è considerata «l’arte del giudicare», ovvero il complesso delle indagini volte a conoscere e valutare i vari elementi che consentono la formulazione di giudizi sulle opere dell’ingegno umano. Esprimere, ad esempio, il proprio giudizio su un’opera artistica è più semplice che farla. Il pittore Zeusi (IV secolo a.C.) pose come epigrafe su un suo quadro: «È più facile che uno lo invidi piuttosto che lo emuli». Zeusi, citato come esempio di persona particolarmente capace di dar consigli nella sua arte, fu uno dei più grandi pittori greci. La fama delle sue opere ispirò anche gli artisti del Rinascimento.

Critica è anche l’arte di porre sotto esame rigoroso fatti, questioni, opere artistiche e letterarie e di formularvi un giudizio obiettivo senza alcun interesse di parte.

In filosofia il termine è legato al pensiero di Immanuel Kant (1724- 1804), che ha intitolato le sue tre opere principali “Critica della ragion pura”, “Critica della ragion pratica” e, “Critica del giudizio”. Secondo Kant, che aveva ricevuto una rigida educazione religiosa, «La nostra epoca è la vera e propria epoca della critica, cui tutto deve sottomettersi. La religione mediante la sua santità, e la legislazione mediante la sua maestà vogliono di solito sottrarsi alla critica. Ma in tal caso esse suscitano contro di sé un giusto sospetto».

Spesso per critica si intende giudizio sfavorevole, censura, biasimo, ma non è proprio così. La critica dovrebbe essere disinteressata, neutrale. Non deve essere necessariamente favorevole ma giudicare l’opera letteraria, teatrale o artistica il più obiettivamente possibile e senza interessi di parte.

Non parliamo infine dell’intervento infelice del presidente degli Stati Uniti, Trump, che ha criticato Papa Leone con durissime ed inaccettabili parole e con veri e propri insulti: «Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone». Ma Trump prima o dopo ne pagherà le conseguenze per l’offesa a un Capo di Stato, certamente più autorevole e credibile del criticante Donald ma senza le forze armate!

Ed ora passiamo ai proverbi.

È più facile criticare che far meglio. È più facile trovare difetti a quello che gli altri hanno fatto che fare le stesse cose in modo migliore.

La critica è l’arte di chi non sa fare. La critica malevola, fine a sé stessa è lo sfogo degli impotenti, di coloro che vorrebbero fare ma non sanno.

Chi non fa, critica. Chi è incapace di fare si sfoga esprimendo giudizi poco benevoli e, più incapace è, più critica. Criticare è un’arte facile. Riesce a tutti, non costa fatica, né ci vuole troppa intelligenza.

Si preferisce un complimento falsa a una critica sincera. L’uomo è talmente condizionato dall’amor proprio e dalla vanità che preferisce una lode che sa essere falsa a una critica fatta con animo benevolo e sincero.