Maxi inchiesta sul gruppo Matarrese: sequestri per 7 milioni e 14 indagati
BARI - Maxi inchiesta della Guardia di Finanza sul gruppo imprenditoriale riconducibile alla famiglia Matarrese di Bari. Secondo gli investigatori sarebbero stati dissipati patrimoni societari per oltre 18 milioni di euro attraverso operazioni infragruppo, finanziamenti e pagamenti preferenziali effettuati in violazione della par condicio creditorum. Contestato anche il mancato versamento di imposte per circa 7 milioni di euro, ritenuto dagli inquirenti un sistema illecito di autofinanziamento con danni per l’Erario. Disposto il sequestro di quote societarie della Imco per oltre 7,3 milioni di euro.
L’inchiesta coinvolge complessivamente 14 indagati. Tra questi figurano Amato Matarrese, Antonio Matarrese, Marco Matarrese, Michele Matarrese e due omonimi Salvatore Matarrese, nati rispettivamente nel 1957 e nel 1962. Coinvolti anche manager e professionisti che hanno ricoperto incarichi apicali nelle società del gruppo: Nicola Locuratolo, Gaetano Roberto Filograno, Valerio De Luca, Marco Mandurino, Vitangelo Pellecchia, Vincenzo Robles, Luca Russo e Oronzo Trio.
Per quattro persone — Salvatore Matarrese, Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo — è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip il prossimo 20 maggio, dopo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.
L’indagine riguarda il fallimento e le procedure concorsuali di cinque società legate al gruppo Matarrese. Per la I.CON srl, fallita nel 2022, vengono contestate distrazioni patrimoniali e debiti tributari per circa 1,8 milioni di euro. La FINBA spa, dichiarata fallita nel 2023, avrebbe concesso finanziamenti senza garanzie e disposto pagamenti preferenziali a ex soci.
Nel caso della Strade e Condotte spa, gli investigatori contestano la cessione sottocosto di una partecipazione societaria con un danno stimato di quasi 14 milioni di euro. Per Betonimpianti srl le accuse riguardano cessioni sottostimate, fatture per operazioni inesistenti e mancati versamenti fiscali per oltre 3,4 milioni di euro. Infine, per Ecoambiente srl vengono contestati finanziamenti infruttiferi ad altre società del gruppo e inadempimenti fiscali e previdenziali per circa 1,8 milioni di euro.
Le indagini sarebbero partite dall’analisi delle procedure concorsuali di una delle società già in stato di insolvenza. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato gravi squilibri economici e finanziari e una forte esposizione debitoria verso il Fisco. Secondo la Guardia di Finanza, per ritardare l’emersione del dissesto sarebbero stati anche falsificati i bilanci delle società capogruppo tramite la sopravvalutazione delle partecipazioni infragruppo.
