MFA, crittografia e recensioni blindano l'identità digitale e la navigazione dell'utente


In un’era in cui la criminalità viaggia soprattutto in rete si sviluppano anche gli strumenti tecnici che aiutano gli internauti a contrastarla. Le registrazioni ai portali ci spingono ad avere a che fare quasi sempre con notifiche push e password alfanumeriche.

Del resto, con i dati alla mano del report Threat Landscape 2025, realizzato da Tinexta Cyber, apprendiamo che lo scorso anno in Italia si è verificato un attacco informatico ogni 5 minuti. La situazione, complice la diffusione dell’IA, sembra destinata a peggiorare.

In questo scenario la Multi-Factor Authentication, meglio nota come autenticazione a più fattori, gioca un ruolo cruciale e soprattutto non è più un meccanismo ad appannaggio di pochi. L’accesso mediante password monouso, dati biometrici, o invio di codici tramite sms o app non sono più metodologie adoperate solo nell’ambito dell’home banking.

Se a livello aziendale oggi si ricorre alla MFA anche per conformarsi alle normative che obbligano le imprese a tutelare i dati degli utenti, a livello privato la scelta è del tutto personale. Il metodo viene prediletto, infatti, anche per la gestione degli antifurti casalinghi, dunque nell’ambito della privacy domestica, ma è ormai uno standard integrato anche dai grandi portali di intrattenimento e gaming online per blindare i conti dei giocatori.

Tenendo poi conto che un attacco su tre è causato dal furto di dati e credenziali di accesso, non c’è da meravigliarsi se oggi sono altrettanto diffusi i protocolli di crittografia avanzata. Dalle conversazioni su Whatsapp ai cloud aziendali, l’HTTPS oggi è alla base delle nostre comunicazioni digitali. Queste vengono criptate per impedire a terzi di decifrarle.

Non è da meno la crittografia end-to-end (E2EE), che va persino oltre, poiché qui la codifica dei dati è disponibile solo per mittente e destinatario. Dunque, resta fuori persino la piattaforma che gestisce la comunicazione.

Eppure, l’intero supporto tecnologico che abbiamo a disposizione viene meno se l’utente si affida a siti poco sicuri o comunque non ne verifica anticipatamente la reputazione. Anche in questa situazione non è lasciato solo, poiché oggi può fare riferimento a feedback o siti di approfondimento che lo mettono a riparo da rischi. Questo livello di attenzione è fondamentale soprattutto nei settori digitali ad alto flusso finanziario, come l'e-commerce e il gaming (gioco a distanza), dove lo scambio di dati sensibili è continuo.

Chi sceglie queste piattaforme può verificare la reputazione dei portali leggendo recensioni approfondite, ad esempio consultando un confronto tra i siti di slot online affidabili prima di condividere il documento d’identità o gli estremi di pagamento. Allo stesso modo, chi vuole prenotare una vacanza può consultare Trustpilot per assicurarsi che non vi siano segnalazioni sulla struttura scelta, e così via per altri acquisti.

Va da sé che ad uno scenario sempre più insidioso s’interpone una difesa articolata su più livelli, che fa leva sulle tecnologie più evolute, ma anche sulla maggiore cautela degli internauti.