Ricci di mare, la Regione Puglia verso la proroga del fermo pesca fino al 2027


BARI - La Regione Puglia punta a rafforzare la normativa sulla salvaguardia del riccio di mare, introducendo nuove misure per tutelare l’ecosistema marino, contrastare la pesca illegale e sostenere gli operatori del settore. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale con delega alla pesca a margine dei lavori della IV Commissione consiliare riunita oggi in Consiglio regionale.

All’incontro hanno partecipato associazioni della pesca, Università del Salento, Arpa Puglia, Capitanerie di Porto e Guardia di Finanza. Durante l’audizione sono stati illustrati i risultati dei monitoraggi previsti dalla legge regionale n. 6 del 2023, che ha introdotto il fermo della pesca dei ricci di mare per tre anni con l’obiettivo di favorire il ripopolamento della specie.

“Serve una norma più efficace”

“Abbiamo il dovere di rafforzare una norma che ha segnato un passaggio importante nella difesa dell’ecosistema marino pugliese, ma che oggi va aggiornata per renderla ancora più efficace, sostenibile e condivisa”, ha dichiarato l’assessore.

Secondo quanto emerso nel corso della Commissione, tra le principali criticità registrate negli ultimi anni vi sarebbe l’aumento della pesca illegale. Per questo la Regione intende intervenire con nuove regole che garantiscano maggiori tutele agli operatori autorizzati e contrastino il mercato sommerso.

“Non possiamo ignorare le criticità emerse, a partire dall’aumento della pesca abusiva. Occorre difendere chi opera nel rispetto delle regole e contrastare ogni forma di illegalità”, ha aggiunto.

Verso la proroga del fermo pesca

L’assessore ha annunciato l’intenzione di presentare un disegno di legge per prorogare il fermo pesca fino al 2027. La proposta prevederebbe però alcune finestre regolamentate durante l’anno per consentire la commercializzazione controllata del prodotto attraverso operatori in possesso di licenza.

L’obiettivo è garantire qualità, sicurezza alimentare e tracciabilità del riccio di mare destinato alla ristorazione, rafforzando parallelamente i controlli contro la vendita di prodotto privo di certificazione.

Attualmente resta in vigore il divieto nazionale di pesca dei ricci di mare dal 1° maggio al 30 giugno.

Monitoraggi scientifici e sostegno ai pescatori

Tra le novità previste ci sarebbero anche un potenziamento delle attività di monitoraggio scientifico lungo la costa pugliese e il coinvolgimento diretto dei pescatori professionisti nei programmi di controllo della specie.

La Regione punta inoltre a utilizzare le risorse FEAMPA per finanziare progetti dedicati alla tracciabilità del prodotto, al ripopolamento dei ricci di mare e al sostegno economico dei pescatori autorizzati.

“Dobbiamo trovare un equilibrio tra tutela ambientale, legalità e salvaguardia del lavoro. Proteggere il riccio di mare significa preservare un patrimonio naturale fondamentale per il nostro ecosistema e sostenere un comparto economico storico per le comunità costiere pugliesi”, ha concluso l’assessore.