Salve in festa per i 100 anni di Santa Teresa di Lisieux


di don MARCO ANNESI (parroco di Salve)

SALVE - Tra pochi giorni la nostra comunità vivrà un momento di grazia straordinaria: accoglieremo le reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino, nostra compatrona.

Questo evento, di eccezionale rilevanza spirituale, si inserisce nel centesimo anniversario del culto della Santa di Lisieux tra noi.

Santa Teresa, nata ad Alençon il 2 gennaio 1873 e morta a Lisieux il 30 settembre 1897, fu proclamata Santa da Papa Pio XI il 17 maggio 1925.

Nello stesso anno, l’allora arciprete di Salve, Mons. Francesco De Filippis, introdusse la sua devozione nella nostra comunità durante il mese di marzo.

In quelle settimane, leggendo alle associate dell’Apostolato della Preghiera alcuni brani tratti da Storia di un’anima – l’autobiografia spirituale di Teresa, pubblicata per la prima volta nel 1898, poco dopo la sua morte – fece conoscere la profondità della sua spiritualità.

L’incontro con la figura di Santa Teresina, attraverso i suoi scritti, toccò profondamente il cuore dei fedeli, al punto che già nel 1926 venne organizzata la prima festa in suo onore.

Parallelamente, il nome “Teresa” si diffuse rapidamente tra la popolazione e la devozione verso la Santa continuò a crescere in modo significativo, radicandosi sempre più nella vita della comunità.

Così scriveva don Nicola Corciulo nel 1946, nel ventesimo anniversario del culto della Santa a Salve, rievocandone le origini: «Mancava una statua. Con passione e vero genio d’artista la modellò il Cav. Manzo. È una delle più indovinate; il volto dal color del giglio, dolce nel sorriso, i tratti fini e regolari, ieratica nella statura e nell’atto di coprir di rose il Crocefisso. […] S. Teresa di Salve. Sì! Salve prediletta ne va orgogliosa e generosamente corrisponde».

Quanta grazia è scaturita da quei giorni. Quanta fiducia riposta nella Santa di Lisieux. Quanti petali di rose, offerti con devota generosità ogni terza domenica di maggio: una pioggia che ben presto si è fatta torrente.

Ai suoi piedi, il popolo salvese ha deposto sogni e speranze, tristezze e angosce, trovando consolazione e rinnovata fiducia nel suo amorevole patrocinio.

Desiderosi di celebrare con particolare solennità il centesimo anniversario, insieme a don Michele ho inoltrato al Santuario di Lisieux la richiesta di accogliere il reliquiario gotico della Santa.

Tale richiesta, tuttavia, era accompagnata da non poche perplessità: il reliquiario è richiesto in ogni parte del mondo; le tempistiche non erano delle più favorevoli (ci siamo mossi soltanto a febbraio, mea culpa!), e non nascondevo il timore che non ci venisse concesso: immaginavo infatti che, a parità di richiesta, tra una piccola realtà come la nostra e una grande città, con maggiore blasone e storia, la scelta sarebbe inevitabilmente ricaduta su quest’ultima.

Ho iniziato a pregare la Santa della piccola via con parole simili a queste: «Santa Teresa, tu che hai scelto la piccolezza alla grandezza, il nascondimento al protagonismo, l’umiltà alla superbia, ottienici la grazia della tua visita».

La preghiera, Deo gratias, è stata esaudita. Con cuore grato e fiducioso ci prepariamo ora ad accogliere il reliquiario di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Sia festa per tutti: una festa di fede e di rinnovate speranze.


IL CULTO DELLE RELIQUIE

Dal 16 al 21 maggio 2026 la nostra comunità avrà la grazia di accogliere il reliquiario gotico – così denominato per la sua caratteristica forma – contenente una vertebra di Santa Teresa.

I resti mortali della Santa sono custoditi presso la Basilica di Lisieux, a lei dedicata.

Nel corso di una delle ultime ricognizioni, una vertebra è stata collocata in questo reliquiario che, a partire dal 1994, ha intrapreso un pellegrinaggio attraverso il mondo, raggiungendo quasi settanta Paesi.

Il culto delle reliquie affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo, quando i fedeli iniziarono a venerare le tombe dei martiri.

Dopo l’Editto di Milano (313 d.C.), che consentì il culto cristiano, questa pratica conobbe una rapida diffusione.

Nel Medioevo, in particolare, le reliquie assunsero un ruolo centrale nella vita religiosa e sociale: attiravano pellegrini, conferivano prestigio a città e monasteri ed erano considerate segni di protezione e di grazia.

Le reliquie si distinguono in tre categorie: le reliquie di prima classe, costituite da parti del corpo del santo (ossa, capelli, sangue); le reliquie di seconda classe, cioè oggetti appartenuti al santo, come gli abiti; le reliquie di terza classe, vale a dire oggetti entrati a contatto con una reliquia di prima classe.

Il reliquiario che accoglieremo a Salve custodisce dunque una reliquia di prima classe.

Per i credenti, le reliquie non sono oggetti “magici”, ma segni concreti della presenza di Dio e dell’intercessione dei santi.

La loro venerazione si distingue dall’adorazione, che il cristiano riserva unicamente a Dio.

Veneriamo, con fede e devozione, la reliquia di Santa Teresa, perché si rinnovi il legame tra la nostra comunità e la sua compatrona e possiamo crescere nell’amore verso Dio e verso i fratelli.


IL PROGRAMMA DEL PELLEGRINAGGIO DELLE RELIQUIE

Accogliere un evento di portata storica quale il pellegrinaggio delle reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino significa offrire alla comunità parrocchiale e diocesana una programmazione che tenga insieme preghiera, celebrazioni e momenti di riflessione.

Il cammino spirituale si aprirà venerdì 15 maggio alle ore 20.00 in Chiesa Madre, con un incontro di approfondimento dal titolo “Santa Teresa. La vita, le opere e il messaggio”, curato dai Frati Carmelitani Scalzi di Bari.

Sarà un’occasione preziosa per entrare nel cuore dell’esperienza della Santa e prepararsi all’arrivo delle reliquie.

Sabato 16 maggio segnerà il momento tanto atteso dell’accoglienza.

Alle 18.30, in Piazza dell’Emigrante (area mercatale), il reliquiario giungerà da Lisieux e sarà accolto con il saluto del Vescovo della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli, e del Sindaco di Salve, Avv. Francesco Villanova.

Da lì prenderà avvio la solenne processione verso la Chiesa Madre, dove alle 19.30 sarà celebrata la Santa Messa presieduta dal Vescovo.

Domenica 17 maggio, solennità dell’Ascensione del Signore e anniversario della canonizzazione di Santa Teresa, sarà una giornata particolarmente intensa.

Le celebrazioni eucaristiche del mattino scandiranno il ritmo della preghiera, mentre nel pomeriggio, alle 17.30, si muoverà la processione dalla Chiesa Madre verso il Santuario.

Alle 18.00, sul piazzale del Santuario, il Vescovo presiederà la Solenne Celebrazione Eucaristica, al termine della quale si rinnoverà la tradizionale “pioggia delle rose”.

Seguirà il rientro delle reliquie in Chiesa Madre.

Da lunedì 18 a mercoledì 20 maggio, le giornate saranno scandite da un ritmo di preghiera e meditazione, con la Santa Messa mattutina, la Liturgia penitenziale e la Lectio continua degli scritti di Santa Teresa.

Ogni sera la comunità si raccoglierà attorno all’Eucaristia e a momenti tematici di grande valore spirituale: la famiglia e la santità della vita domestica il lunedì, le vocazioni sacerdotali e religiose il martedì, la missione e l’annuncio del Vangelo il mercoledì.

Tre serate che aiuteranno a rileggere la vita della Chiesa alla luce dello spirito missionario e fiducioso della Santa.

Giovedì 21 maggio, giornata conclusiva, sarà segnata dal congedo dalle reliquie.

Dopo la Santa Messa del mattino e gli ultimi momenti di preghiera e ascolto, alle 19.00 il Vicario generale Mons. Beniamino Nuzzo presiederà la Solenne Celebrazione Eucaristica in Chiesa Madre.

Al termine, la comunità si affiderà a Santa Teresa con un atto solenne di consacrazione.

Infine, la processione verso la Cappella della Madonna delle Fogge, da dove il reliquiario riprenderà il suo cammino verso Lisieux.

Sarà una settimana intensa, in cui la presenza discreta ma intensa della Santa continuerà a richiamare tutti a quella “piccola via” fatta di fiducia, amore e semplicità evangelica, capace ancora oggi di parlare al cuore della Chiesa e della nostra comunità.