'Surgente' rompe il silenzio: 'Non siamo nati per prendere voti. Siamo nati per prendere posizione'


Dopo la comparsa dei manifesti 6x3 tra Lecce e Brindisi e il dibattito acceso online, i promotori della campagna rivendicano la paternità dell’iniziativa: «Non occupiamo uno spazio elettorale. Occupiamo uno spazio culturale»

Dopo giorni di discussioni nate attorno ai manifesti comparsi in diversi comuni del Salento, i promotori di “Surgente” hanno deciso di rivendicare la paternità dell’iniziativa, senza però chiarirne completamente la natura.

La campagna — comparsa nelle ultime settimane sulle plance 6x3 di numerosi comuni tra le province di Lecce e Brindisi, da Calimera a Gallipoli, passando per Maglie, Monteroni, Porto Cesareo, Tricase, San Vito dei Normanni e Torchiarolo — ha rapidamente generato interpretazioni, ipotesi e discussioni spontanee, soprattutto online e nei gruppi locali.

Manifesti verdi e gialli, nessun simbolo partitico tradizionale, slogan netti e un unico riferimento digitale: tesseratisurgente.it.

Tra i messaggi apparsi sui cartelloni:

“Quello che era di tutti tornerà di tutti.”
“Surgente. Della gente per la gente.”
“Avete preso una cosa semplice e l’avete resa irraggiungibile.”
“Avete costruito valore dove non serviva.”
“Avete tolto dalle case ciò che apparteneva alle case.”

I promotori precisano che “Surgente” “non nasce come una lista elettorale tradizionale né come un’operazione pubblicitaria. Non siamo nati per prendere voti. Siamo nati per prendere posizione. Non ci interessa occupare uno spazio elettorale. Ci interessa occupare uno spazio culturale.”

Secondo quanto dichiarato, il progetto nasce “attorno al tema dell’accesso a ciò che prima era semplice, condiviso, quotidiano, e che oggi è stato trasformato in qualcosa di esclusivo, distante o economicamente irraggiungibile. Quando qualcosa di essenziale diventa esclusivo, il problema non è solo economico. È culturale.”

I promotori sostengono inoltre che le diverse interpretazioni nate in questi giorni facciano parte integrante dell’iniziativa stessa.

“Ci interessa osservare cosa emerge quando le persone tornano a interrogarsi su parole semplici. Le letture diverse, persino le contraddizioni, non sono un errore del messaggio. Sono il messaggio.”

Al momento non sono stati resi noti nomi, riferimenti politici diretti o strutture organizzative riconoscibili. Anche il sito collegato alla campagna mantiene volutamente un profilo essenziale, limitandosi alla raccolta di adesioni gratuite.

Le adesioni stanno crescendo proprio in queste ore e nei prossimi giorni appariranno nuovi messaggi firmati “Surgente” in altri comuni del territorio.