Taranto, uomo ucciso nella Città Vecchia. Libera: “Violenza figlia di marginalità e assenza di presìdi sociali”
TARANTO - Un uomo di 35 anni è stato ucciso all’alba in Piazza Fontana, nella Città Vecchia di Taranto, al termine di una violenta aggressione. Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e sulle condizioni sociali dei quartieri più fragili della città.
Sull’accaduto interviene il Coordinamento di Libera Taranto, che invita a non leggere il fatto come un episodio isolato di cronaca nera, ma come il risultato di dinamiche più profonde legate a marginalità sociale, povertà educativa e assenza di presìdi culturali e sociali stabili.
Secondo l’associazione, la violenza che attraversa alcuni contesti urbani non può essere affrontata esclusivamente attraverso la repressione, pur considerata necessaria. Serve invece un approccio più ampio che includa politiche sociali, lavoro dignitoso, istruzione, welfare e spazi di comunità capaci di ricostruire legami sociali.
Nel documento diffuso, viene inoltre sottolineata la necessità di rafforzare la presenza dello Stato nei territori più esposti, con particolare riferimento alla Città Vecchia. L’associazione richiama l’attenzione sull’importanza dei presìdi di sicurezza, soprattutto in occasioni di grande afflusso come le festività cittadine, quando alcune aree risultano più vulnerabili.
Un ulteriore elemento evidenziato riguarda la vittima, cittadino straniero, dato che per Libera richiama la necessità di rafforzare percorsi di inclusione e contrasto a ogni forma di esclusione sociale, sfruttamento e ghettizzazione.
“Ogni episodio di violenza estrema ci interroga sulla capacità di una comunità di garantire diritti, sicurezza e dignità”, si legge nella nota, che esprime anche vicinanza ai familiari della vittima e chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto.
Il coordinamento collega inoltre la riflessione alla giornata del 9 maggio, ricordando il significato simbolico della memoria di chi ha combattuto le mafie e la criminalità organizzata. Un riferimento che si intreccia con la figura di Omicidio di Peppino Impastato, utilizzato come richiamo al valore della resistenza civile e culturale contro ogni forma di violenza mafiosa.
Nel messaggio conclusivo, Libera ribadisce la necessità di una “rinascita sociale” della città, fondata su giustizia, cultura, partecipazione e cura dei luoghi, per sottrarre spazi urbani al degrado e alla criminalità.
