Bari, “Il peso della farfalla”: al via la rassegna teatrale tra fragilità, cura e comunità
BARI – Si apre giovedì 4 giugno 2026 alle ore 20:00 la dodicesima edizione de Il peso della farfalla, ciclo di spettacoli dedicato al teatro contemporaneo e ai temi della fragilità, della malattia e della cura.
Il primo appuntamento, dal titolo “Corpi leggeri”, andrà in scena sulla terrazza della Biblioteca della Città Metropolitana De Gemmis, nel complesso di Santa Teresa dei Maschi, nel cuore del centro storico.
Teatro e fragilità al femminile
La rassegna, diretta da Clarissa Veronico, propone quattro appuntamenti tutti al femminile, programmati nei giovedì di giugno, con l’obiettivo di indagare il rapporto tra corpo, malattia e comunità attraverso il linguaggio teatrale.
Lo spettacolo inaugurale è firmato da Ilaria Cangialosi, anche in scena insieme a Rossana Cannone, e nasce da un percorso narrativo che attraversa la malattia come esperienza di trasformazione, tra paura, consapevolezza e possibilità di rinascita.
Un teatro che crea comunità
L’iniziativa si sviluppa come un percorso diffuso nella città, con l’obiettivo di costruire una comunità di spettatori che segue la rassegna nei diversi spazi urbani, trasformando luoghi culturali in ambienti di relazione e incontro.
La scelta della terrazza della Biblioteca De Gemmis, spazio sospeso tra centro storico e paesaggio urbano, diventa parte integrante del progetto artistico, rafforzando il legame tra scena teatrale e contesto.
Il programma di giugno
Dopo il debutto del 4 giugno, il calendario proseguirà con altri tre appuntamenti:
- 11 giugno: “Tigre” di e con Clarissa Veronico
- 18 giugno: “Biscotti bigusto” di e con Arianna Gambaccini
- 25 giugno: “Dissotterrare i viventi” di e con Lea Barletti
Arte, salute e territorio
La rassegna si inserisce in un più ampio progetto di intreccio tra teatro, ricerca e riflessione sociale, con il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari, e la collaborazione di realtà accademiche e culturali del territorio.
“Il peso della farfalla” conferma così la sua vocazione a esplorare temi complessi attraverso linguaggi artistici contemporanei, ponendo al centro la relazione tra individuo, comunità e cura.
