Carcere di Taranto, nuovo filone d’inchiesta sui cellulari in cella: 32 detenuti indagati
TARANTO - Nuovo capitolo dell’inchiesta sul carcere “Carmelo Magli” di Taranto, finito ancora una volta sotto la lente della Procura jonica per il presunto utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno dell’istituto penitenziario.
Sono 32 i detenuti raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione. Secondo la ricostruzione della pubblico ministero Marzia Castiglia, nel corso del 2023 gli indagati avrebbero utilizzato telefoni introdotti illegalmente nel carcere per comunicare con familiari e conoscenti, anche con frequenza quotidiana.
Gli investigatori ipotizzano che i cellulari siano stati impiegati per mantenere contatti con l’esterno nonostante il divieto previsto dal regime carcerario. La maggior parte degli indagati sarebbe originaria della provincia di Taranto, mentre alcuni risultano tuttora detenuti negli istituti penitenziari di Taranto e Brindisi.
Ora la parola passa alle difese: gli avvocati avranno venti giorni di tempo per depositare memorie, produrre documentazione o avanzare eventuali richieste alla Procura.
L’inchiesta si collega al più ampio filone investigativo che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di un agente della polizia penitenziaria, accusato di aver agevolato l’ingresso nel carcere di droga e telefoni cellulari in cambio di una somma di circa 8mila euro. In quella fase dell’indagine erano state eseguite undici misure cautelari.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari: eventuali responsabilità dovranno essere accertate nei successivi gradi del procedimento giudiziario.
