“Contaminazioni: Incursioni sul Classico”, a Trani l’ultima tappa della mostra itinerante tra arte contemporanea e memoria del passato
TRANI – Si conclude a Trani il viaggio culturale di “Contaminazioni: Incursioni sul Classico”, la mostra d’arte moderno-contemporanea patrocinata e finanziata dalla Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Polo Biblio-Museale BAT, in collaborazione con il Consorzio Puglia Culture.
Dopo le precedenti tappe pugliesi, l’esposizione approda al Palazzo delle Arti Beltrani, prestigioso contenitore culturale cittadino e sede della Pinacoteca “Ivo Scaringi”, dove sarà visitabile dal 23 giugno al 13 settembre 2026.
L’evento rappresenta il momento conclusivo di un progetto che ha saputo coniugare arte contemporanea, design e patrimonio storico, offrendo al pubblico una riflessione originale sul significato e sull’eredità del concetto di “classico” nella società contemporanea.
La particolarità dell’allestimento tranese risiede proprio nel dialogo diretto tra le opere contemporanee e le collezioni permanenti custodite nelle sale del palazzo. I visitatori avranno infatti la possibilità di vivere un percorso espositivo integrato, in cui installazioni, pannelli artistici e opere tridimensionali si confronteranno con la storia e l’identità culturale del territorio.
La mostra, curata da Sandro Sardella e Michela Cianti per OmniArte.it – Servizi per la Cultura, presenta le creazioni dell’artista e designer Sergio Azzellino, autore di un progetto che nasce da una domanda tanto semplice quanto affascinante: cosa resta oggi del classico?
Un interrogativo che attraversa il mondo dell’arte, dell’architettura e del design e che viene sviluppato attraverso una ricerca capace di mettere in relazione linguaggi antichi e contemporanei. Dalle suggestioni della cultura manga alle influenze dell’intelligenza artificiale, fino ai riferimenti alla tradizione archeologica pugliese, l’esposizione invita il pubblico a interrogarsi sul modo in cui il passato continua a influenzare il presente.
Al centro della ricerca artistica di Azzellino vi sono forme iconiche della ceramica antica, reinterpretate attraverso materiali e tecniche contemporanee. Tra queste l’anfora pseudo-panatenaica, simbolo dei premi assegnati agli atleti vincitori delle Olimpiadi dell’antica Grecia, e l’askòs della tradizione dauna e canosina, caratterizzato da elaborazioni decorative complesse con figure umane, animali e mascheroni.
Attraverso queste forme, l’artista costruisce un dialogo tra la cultura apula antica e le problematiche della contemporaneità, affrontando temi di forte impatto sociale come la guerra, la violenza di genere e le trasformazioni culturali del nostro tempo.
Non manca una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Le pannellature della mostra sono infatti realizzate in cartone riciclato, mentre le opere sono prodotte utilizzando materiali polimerici ottenuti da plastiche organiche riciclabili, in linea con una visione dell’arte attenta anche alle tematiche ecologiche.
Nato a Bari nel 1966, Sergio Azzellino vanta una lunga esperienza internazionale nel settore del design industriale e dell’arredamento. Dopo la formazione alla Scuola Politecnica di Design di Milano, ha collaborato con importanti protagonisti del design italiano e internazionale, sviluppando progetti in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Cina.
La sua attività professionale lo ha portato a progettare una vasta gamma di prodotti, dagli elementi d’arredo agli elettrodomestici, dagli strumenti tecnologici ai gioielli. Dal 2020 è rientrato in Puglia, dove ha aperto a Canosa di Puglia il proprio studio creativo e la galleria privata ArtCave.it, ospitata in una suggestiva struttura di epoca romana.
L’esposizione si inserisce nel programma della Stagione Artistica 2026 del Palazzo delle Arti Beltrani e rappresenta un’importante occasione per scoprire un progetto capace di intrecciare memoria, innovazione e sperimentazione artistica.
La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle 21, con ultimo ingresso consentito alle ore 20. Il biglietto intero ha un costo di 4 euro, mentre il ridotto, riservato a studenti, docenti, minori, over 65 e soci partner, è disponibile al prezzo di 2 euro.
Un appuntamento che promette di richiamare appassionati d’arte, studiosi e curiosi, offrendo uno sguardo inedito sul rapporto tra tradizione classica e creatività contemporanea.
Dopo le precedenti tappe pugliesi, l’esposizione approda al Palazzo delle Arti Beltrani, prestigioso contenitore culturale cittadino e sede della Pinacoteca “Ivo Scaringi”, dove sarà visitabile dal 23 giugno al 13 settembre 2026.
L’evento rappresenta il momento conclusivo di un progetto che ha saputo coniugare arte contemporanea, design e patrimonio storico, offrendo al pubblico una riflessione originale sul significato e sull’eredità del concetto di “classico” nella società contemporanea.
La particolarità dell’allestimento tranese risiede proprio nel dialogo diretto tra le opere contemporanee e le collezioni permanenti custodite nelle sale del palazzo. I visitatori avranno infatti la possibilità di vivere un percorso espositivo integrato, in cui installazioni, pannelli artistici e opere tridimensionali si confronteranno con la storia e l’identità culturale del territorio.
La mostra, curata da Sandro Sardella e Michela Cianti per OmniArte.it – Servizi per la Cultura, presenta le creazioni dell’artista e designer Sergio Azzellino, autore di un progetto che nasce da una domanda tanto semplice quanto affascinante: cosa resta oggi del classico?
Un interrogativo che attraversa il mondo dell’arte, dell’architettura e del design e che viene sviluppato attraverso una ricerca capace di mettere in relazione linguaggi antichi e contemporanei. Dalle suggestioni della cultura manga alle influenze dell’intelligenza artificiale, fino ai riferimenti alla tradizione archeologica pugliese, l’esposizione invita il pubblico a interrogarsi sul modo in cui il passato continua a influenzare il presente.
Al centro della ricerca artistica di Azzellino vi sono forme iconiche della ceramica antica, reinterpretate attraverso materiali e tecniche contemporanee. Tra queste l’anfora pseudo-panatenaica, simbolo dei premi assegnati agli atleti vincitori delle Olimpiadi dell’antica Grecia, e l’askòs della tradizione dauna e canosina, caratterizzato da elaborazioni decorative complesse con figure umane, animali e mascheroni.
Attraverso queste forme, l’artista costruisce un dialogo tra la cultura apula antica e le problematiche della contemporaneità, affrontando temi di forte impatto sociale come la guerra, la violenza di genere e le trasformazioni culturali del nostro tempo.
Non manca una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Le pannellature della mostra sono infatti realizzate in cartone riciclato, mentre le opere sono prodotte utilizzando materiali polimerici ottenuti da plastiche organiche riciclabili, in linea con una visione dell’arte attenta anche alle tematiche ecologiche.
Nato a Bari nel 1966, Sergio Azzellino vanta una lunga esperienza internazionale nel settore del design industriale e dell’arredamento. Dopo la formazione alla Scuola Politecnica di Design di Milano, ha collaborato con importanti protagonisti del design italiano e internazionale, sviluppando progetti in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Cina.
La sua attività professionale lo ha portato a progettare una vasta gamma di prodotti, dagli elementi d’arredo agli elettrodomestici, dagli strumenti tecnologici ai gioielli. Dal 2020 è rientrato in Puglia, dove ha aperto a Canosa di Puglia il proprio studio creativo e la galleria privata ArtCave.it, ospitata in una suggestiva struttura di epoca romana.
L’esposizione si inserisce nel programma della Stagione Artistica 2026 del Palazzo delle Arti Beltrani e rappresenta un’importante occasione per scoprire un progetto capace di intrecciare memoria, innovazione e sperimentazione artistica.
La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle 21, con ultimo ingresso consentito alle ore 20. Il biglietto intero ha un costo di 4 euro, mentre il ridotto, riservato a studenti, docenti, minori, over 65 e soci partner, è disponibile al prezzo di 2 euro.
Un appuntamento che promette di richiamare appassionati d’arte, studiosi e curiosi, offrendo uno sguardo inedito sul rapporto tra tradizione classica e creatività contemporanea.
