Foggia, arrestato il presunto autore dell’omicidio di Giacomo Mongiello: in manette un 43enne
FOGGIA - È Luca Ceglia, 43 anni, incensurato e residente a Foggia, il presunto responsabile dell’omicidio di Giacomo Mongiello, il 45enne morto il 4 agosto 2024 dopo due giorni di ricovero in ospedale, a seguito delle ferite riportate per due colpi di fucile esplosi la sera del 2 agosto in via Sbano, a Foggia.
L’uomo è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, oltre che di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e di accensioni ed esplosioni pericolose.
Le indagini della Squadra Mobile
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, la sera dell’agguato il presunto killer avrebbe raggiunto la zona del delitto a bordo di una bicicletta elettrica.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza lo avrebbero immortalato con indosso abiti scuri, un berretto con visiera e una mascherina, elementi utilizzati per tentare di nascondere la propria identità.
Le indagini hanno richiesto un’attività complessa, basata sulle dichiarazioni raccolte da circa sessanta persone, sull’analisi delle celle telefoniche e sull’esame di 218 telecamere presenti nell’area interessata.
Il cappellino e la traccia del Dna
Un elemento ritenuto decisivo dagli investigatori sarebbe arrivato proprio dalle immagini della fuga. Secondo la ricostruzione della Polizia, dopo il delitto il presunto autore avrebbe gettato in un cassonetto della spazzatura il cappellino utilizzato durante l’azione.
Il berretto sarebbe stato poi recuperato da alcuni minori che, per gioco, lo avrebbero indossato e maneggiato. Sul cappellino sarebbero stati individuati residui di polvere da sparo e gli specialisti avrebbero proceduto all’isolamento dei profili genetici delle persone che avevano avuto contatti con l’oggetto.
Dall’analisi sarebbe emerso un profilo compatibile con quello di Luca Ceglia.
La segnalazione anonima al 112
Nel corso delle indagini sarebbe arrivata anche una chiamata anonima al numero di emergenza 112, giunta pochi giorni dopo l’omicidio, nella quale veniva indicato proprio il 43enne come possibile autore del delitto.
Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno portato all’individuazione del sospettato e all’esecuzione del provvedimento nei suoi confronti.