Muore tre giorni dopo un intervento alla spalla, indagato l’ortopedico del Vito Fazzi

LECCE - La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di Patrizia Beria, 62 anni, residente a Nardò, deceduta il 7 giugno scorso tre giorni dopo essere stata dimessa dal reparto di Ortopedia del Dea Vito Fazzi di Lecce, dove era stata sottoposta a un intervento chirurgico per la ricomposizione di una frattura alla spalla.

Nel registro degli indagati è stato iscritto il medico ortopedico che ha eseguito l’operazione. L’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti è quella di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

Secondo quanto ricostruito finora, la donna si trovava nella propria abitazione quando ha accusato un improvviso malore. I familiari l’hanno immediatamente accompagnata al pronto soccorso del Vito Fazzi, ma per la 62enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso sarebbe stato causato da una sospetta embolia polmonare.

A far scattare gli accertamenti è stata la denuncia presentata dai familiari della vittima, che chiedono di chiarire se tutte le procedure post-operatorie siano state correttamente adottate. Al centro delle verifiche degli investigatori vi è l’ipotesi che, dopo l’intervento ortopedico, alla paziente dovesse essere prescritta una terapia profilattica a base di eparina per prevenire possibili complicanze tromboemboliche.

L’indagine dovrà accertare l’esatta causa della morte e verificare eventuali responsabilità mediche. Saranno gli esami medico-legali e la documentazione clinica acquisita dagli inquirenti a fornire elementi utili per ricostruire quanto accaduto nei giorni successivi all’intervento chirurgico. Al momento, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici con tutte le garanzie previste dalla legge.