Pozzi, il Consiglio regionale approva la nuova legge: meno sanzioni e più tempo per adeguarsi


BARI – Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza il disegno di legge che modifica e aggiorna la normativa sull’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee, intervenendo sulle disposizioni già introdotte dalla legge regionale 7/2025. Il provvedimento punta a rendere più efficace la gestione delle risorse idriche, introducendo correttivi richiesti dal territorio e dal comparto agricolo.

Il testo è il risultato del lavoro svolto dalla V Commissione consiliare permanente, presieduta da Loredana Capone, che ha portato avanti un confronto con associazioni di categoria, operatori del settore e uffici regionali per individuare le modifiche necessarie alla normativa.

Tra le novità più rilevanti figurano la proroga di alcuni termini per consentire agli utenti di adeguarsi ai nuovi obblighi, la riapertura di specifiche scadenze amministrative e una maggiore chiarezza nelle procedure previste dalla legge. Prevista inoltre una significativa riduzione delle sanzioni amministrative, che passano da 360 a 103 euro in alcuni casi.

Particolare attenzione è stata riservata al comparto agricolo, che nei mesi scorsi aveva evidenziato difficoltà nell'applicazione delle nuove disposizioni. Le modifiche approvate mirano a evitare che gli adempimenti burocratici si traducano in un aggravio eccessivo per le imprese, pur mantenendo gli obiettivi di tutela delle risorse idriche.

«Abbiamo raggiunto un equilibrio importante tra la salvaguardia dell’ambiente e le esigenze delle imprese agricole pugliesi», ha dichiarato Capone, sottolineando come l’acqua rappresenti una risorsa strategica per il futuro della regione.

Il provvedimento recepisce inoltre alcune osservazioni formulate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rafforzando la solidità giuridica della normativa e riducendo il rischio di contenziosi istituzionali.

Soddisfazione è stata espressa anche dal capogruppo del Partito Democratico, Stefano Minerva, che ha evidenziato la necessità di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico. «Quando parliamo di acqua parliamo della vita stessa della nostra terra. Con questo intervento rendiamo le regole più chiare e sostenibili senza arretrare sul fronte della tutela ambientale», ha affermato.

Sulla stessa linea la consigliera regionale Rossella Falcone, che ha ribadito l'importanza di una gestione responsabile della risorsa idrica in una regione particolarmente esposta agli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici.

Durante l'esame in Commissione sono stati valutati 47 emendamenti, dei quali 21 approvati. Il testo definitivo, composto da 16 articoli, punta a garantire una gestione più efficace, sostenibile e condivisa delle risorse idriche pugliesi, cercando di coniugare la tutela dell’ambiente con le esigenze produttive del territorio.