Bari, insegnante di sostegno indagata per presunti maltrattamenti a un alunno con sindrome di Down


BARI - Un'insegnante di sostegno di 50 anni, residente a Bari, è indagata con l'accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno di 13 anni affetto da sindrome di Down. Nei giorni scorsi la Polizia Locale ha notificato alle parti l'avviso di conclusione delle indagini preliminari coordinate dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa.

Secondo quanto contestato dalla Procura, gli episodi risalirebbero al 2023 e sarebbero avvenuti all'interno dell'istituto scolastico frequentato dal ragazzo. L'insegnante, con il presunto intento di spronare l'alunno a prestare maggiore attenzione durante le lezioni e a impegnarsi nello studio, avrebbe adottato comportamenti ritenuti vessatori sia sul piano fisico sia su quello verbale.

Tra le accuse figurano schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e ad altre parti del corpo, oltre a insulti e frasi minacciose rivolte al minore. In un'occasione, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, uno schiaffo avrebbe fatto cadere gli occhiali da vista del ragazzo. Gli investigatori contestano inoltre episodi in cui il giovane sarebbe stato colpito alle gambe con i tacchi delle scarpe, talvolta anche davanti ai compagni di classe.

L'inchiesta è stata avviata dopo una segnalazione presentata dall'istituto scolastico. Gli accertamenti hanno portato la Procura a ipotizzare il reato di maltrattamenti aggravati dalla condizione di disabilità della presunta vittima.

L'insegnante, come previsto dalla legge, potrà ora presentare memorie difensive, chiedere di essere interrogata o fornire la propria versione dei fatti prima delle eventuali successive determinazioni dell'autorità giudiziaria.

Le accuse restano al momento al vaglio della magistratura e dovranno essere valutate nel corso dell'eventuale procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.