Sangue cordonale, dalla Puglia una nuova speranza per una paziente affetta da leucemia: 26 i trapianti resi possibili dalla Banca regionale
SAN GIOVANNI ROTONDO - Una donazione effettuata nel 2010 da una giovane mamma pugliese ha permesso, nelle scorse settimane, di offrire una nuova possibilità di cura a una paziente adulta colpita da una grave forma di leucemia.
La Banca Cordonale della Regione Puglia, attiva presso l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, ha infatti ceduto un’unità di sangue cordonale utilizzata per un trapianto di cellule staminali emopoietiche in un centro trapianti italiano.
Il sangue contenuto nel cordone ombelicale, raccolto al momento della nascita senza alcun rischio per mamma e neonato, è una preziosa fonte di cellule staminali capaci di rigenerare il sistema sanguigno. Le stesse cellule vengono utilizzate per trattare patologie gravi come leucemie, linfomi e alcune malattie genetiche rare, tra cui la talassemia.
Con quest’ultimo intervento salgono a 26 le unità salvavita distribuite dalla Banca Cordonale regionale dalla sua istituzione nel 2008. La solidarietà delle famiglie pugliesi ha raggiunto pazienti in diversi Paesi: delle 26 unità, 8 sono state inviate negli Stati Uniti, 7 sono rimaste in Italia, 6 sono state destinate alla Francia, mentre altre hanno raggiunto Israele, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito e Spagna.
«Sono 21.914 le mamme pugliesi che negli anni hanno scelto di donare il sangue del cordone ombelicale – spiega Michele Santodirocco, responsabile della Banca del Sangue Cordonale della Regione Puglia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza –. Grazie a questo gesto oggi 26 pazienti hanno potuto beneficiare di una concreta opportunità di cura».
La struttura di San Giovanni Rotondo è una delle 18 Banche Pubbliche di Sangue Cordonale presenti in Italia e opera all’interno del network nazionale ITCBN (Italian Cord Blood Network). La banca raccoglie e conserva le unità provenienti dai 15 reparti di Ostetricia e Ginecologia pugliesi autorizzati alla raccolta.
Il percorso di conservazione segue criteri estremamente rigorosi: ogni campione viene sottoposto a controlli per escludere malattie infettive e verificare la presenza di un numero adeguato di cellule staminali. Le unità idonee vengono poi congelate e conservate in contenitori ad azoto liquido a una temperatura di -196 gradi, con sistemi di monitoraggio attivi 24 ore su 24.
«Trovare una compatibilità genetica tra persone non appartenenti alla stessa famiglia è un evento rarissimo, con una probabilità di circa 1 su 100mila – sottolinea Giuseppe Fania, responsabile dell’Unità di Medicina Trasfusionale e Laboratorio Analisi Cliniche dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza –. Questi risultati sono il frutto di un lavoro costante che garantisce qualità e sicurezza del sangue cordonale raccolto».
La Banca Cordonale pugliese porta avanti anche un altro importante progetto: l’utilizzo delle unità non idonee al trapianto per la produzione di gel piastrinico da sangue cordonale (CBPG). Questo preparato biologico può essere impiegato nel trattamento di ulcere diabetiche e ferite difficili, comprese quelle associate all’epidermolisi bollosa ereditaria.
Durante la produzione del gel, le piastrine rilasciano fattori di crescita che favoriscono la rigenerazione dei tessuti e possono contribuire alla riduzione del dolore legato alle lesioni cutanee. La disponibilità del preparato è estesa a tutto il territorio pugliese: la Banca di San Giovanni Rotondo può inviarlo ai centri sanitari regionali che ne facciano richiesta.

