Bari saluta Richard Lee, il violinista che fece della città la sua casa e dei diritti la sua battaglia

BARI – La città perde una delle sue figure più amate nel mondo della cultura e dell’impegno civile. È morto a 74 anni Richard Lee, violinista originario di Sydney che aveva scelto Bari come casa, diventando nel corso degli anni un punto di riferimento per la musica, la comunità LGBTQIA+ e le battaglie per i diritti.

Arrivato in Puglia da giovane dall’Australia, Lee aveva costruito a Bari la sua vita personale e professionale. Musicista di grande esperienza, profondamente legato alla musica classica, aveva fatto parte dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari e aveva trasmesso la sua passione per il violino anche attraverso l’insegnamento al Liceo musicale Paisiello di Taranto, formando generazioni di giovani musicisti.

La sua storia si è intrecciata profondamente con quella della città. A Bari aveva trovato una famiglia, una comunità e un luogo a cui dedicare talento, energie e impegno. Per quasi cinquant’anni ha condiviso la sua vita con Giovanni Palladino, una relazione diventata anche una testimonianza pubblica di amore e libertà.

Nel settembre 2016 i due si unirono civilmente in una delle prime celebrazioni di questo tipo nel capoluogo pugliese, con la cerimonia officiata dall’allora presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Un momento simbolico per la città e per il movimento dei diritti civili.

Richard Lee è stato inoltre tra i fondatori di Arcigay Bari, contribuendo alla crescita della comunità LGBTQIA+ locale in anni in cui parlare di inclusione e uguaglianza significava spesso affrontare difficoltà e pregiudizi. Il suo impegno civile si è espresso anche nella difesa dell’ambiente e del territorio attraverso l’attività politica con i Verdi.

Oltre alla musica e all’attivismo, Lee era conosciuto per la sua curiosità, competenza e presenza costante nella vita culturale cittadina. Ha seguito per anni le attività delle principali istituzioni musicali baresi, dal Teatro Petruzzelli all’Accademia dei Cameristi, dal Collegium Musicum all’Orchestra Metropolitana.

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale ricordando il legame speciale tra Lee e la città: “Bari lo aveva adottato e lui aveva ricambiato adottando Bari. Arrivava da Sydney e aveva poco più di vent’anni quando ha scelto questa città. Qui ha messo radici, diventando per decenni violinista dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari”.

“Richard – ha aggiunto Leccese – non è stato soltanto musica. È stato tra i fondatori di Arcigay Bari e ha portato avanti il suo impegno per la difesa del territorio e dei diritti civili. Insieme a Giovanni Palladino ha costruito una famiglia, con un’unione civile diventata esempio di libertà, dignità e amore per tanti”.

Con la scomparsa di Richard Lee, Bari perde un artista e un uomo che ha saputo unire cultura, passione e impegno sociale. Una figura capace di lasciare un segno profondo nella comunità che aveva scelto come propria.