Festival della Valle d’Itria, il giovane violinista barese Paride Losacco protagonista al Chiostro del Carmin
MARTINA FRANCA – Sarà il giovane talento barese Paride Losacco il protagonista dell’ultimo appuntamento dei Concerti del sorbetto del 52° Festival della Valle d’Itria. Sabato 1° agosto alle ore 18, il Chiostro del Carmine di Martina Franca ospiterà il recital per violino solo L’altro Stravinskij, un percorso musicale tra Ottocento e Novecento europeo.
Ventun anni, classe 2005, Losacco si è diplomato al Conservatorio di Bari con il massimo dei voti e la menzione di merito nella classe di Francesco D’Orazio. Attualmente si perfeziona alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino. Nonostante la giovane età, ha già avuto modo di esibirsi in importanti istituzioni musicali italiane, tra cui il Teatro Petruzzelli di Bari, dove ha suonato come solista con l’Orchestra, e con le ICO di Bari, Lecce, Taranto e Matera.
Il programma del recital prenderà le mosse da Igor Stravinskij, autore al centro dell’apertura di questa edizione del Festival, per proporre un confronto tra tradizione virtuosistica e ricerca musicale del Novecento.
In scaletta l’Elegy “In Memory of Alphonse Onnou” di Stravinskij, accanto a tre celebri Capricci di Niccolò Paganini: il n. 9, il n. 21 e il celeberrimo n. 24. Il percorso proseguirà con Elogio per un’ombra di Goffredo Petrassi e In Nomine – all’ongherese di György Kurtág, fino alla Sonata n. 3 op. 27 “Ballade” di Eugène Ysaÿe, composta nel 1923 e dedicata al violinista e compositore George Enescu.
Un programma particolarmente impegnativo, che permetterà a Losacco di mettere in evidenza le possibilità tecniche ed espressive del violino solo, alternando virtuosismo, ricerca timbrica e momenti di intensa concentrazione musicale.
Come da tradizione dei Concerti del sorbetto, al termine dell’esibizione è prevista una degustazione di un fresco sorbetto.
L’ultima replica di Pulcinella e La favola di Orfeo
La giornata del Festival proseguirà alle 21 a Palazzo Ducale, dove andrà in scena la terza e ultima replica del dittico che ha inaugurato la 52ª edizione: Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella.
Due opere in un atto che rileggono mito, tradizione e cultura classica attraverso il linguaggio musicale del Novecento.
Pulcinella, balletto con canto composto da Stravinskij nel 1920 su commissione di Sergej Diaghilev per i Balletti russi, nasce dall'ispirazione alle maschere della tradizione mediterranea e alla musica di Pergolesi e del Settecento napoletano.
Più rara è invece l’esecuzione de La favola di Orfeo, opera da camera composta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini, ispirato alla Fabula di Orfeo di Poliziano. Al centro c’è il mito di Orfeo, il cantore che scende nell’Ade nel tentativo di riportare in vita l’amata Euridice.
La regia e la coreografia sono affidate a Jean Renshaw, mentre sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Petruzzelli di Bari ci sarà Nicolò Umberto Foron, talento italo-tedesco classe 1998, alla sua prima esperienza italiana nella direzione di un’opera.
La parte coreografica sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project.
Nel cast vocale figurano Chiara Mogini (mezzosoprano/Una driade), Matteo Falcier (tenore/Orfeo) e Roberto Lorenzi (basso/Plutone). Nell’opera di Casella saranno inoltre impegnati tre giovani talenti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”: Cecilia Taliani Grasso (Euridice), Willingerd Giménez (La voce di Aristeo) e Flavia Fioretti (Una baccante).
Una giornata, dunque, particolarmente ricca per il Festival della Valle d’Itria, che unisce il talento emergente di Paride Losacco alla conclusione della prima produzione operistica della 52ª edizione.
.jpeg)