'Occhio' sulla Pupazza, apre la Casa-Museo a Giurdignano


FRANCESCO GRECO - GIURDIGNANO (LE)
- “Un tempio travolgente dell’arte pop”: autodefinizione della Casa-Museo che, di ritorno dal successo della performance artistica di Torino (al “Contemporary Spaces”) e mentre a Roma scorrazzano oltre 30 furgoni da lei affrescati, ha appena aperto le porte a Giurdignano (Lecce, due passi da Otranto, famoso nel mondo per il suo affascinante giardino megalitico).

Prenotazioni su lapupazzasn@gmail.com, ingresso free, ogni giorno dalle ore 16 alle 18.

Ne ha fatta di strada e promette di farne ancora di più Eleonora De Giuseppe da Tricase (Lecce), in arte “La Pupazza” (fu un bambino a chiamarla così).

E diventata “cult”, una solida protagonista dell’arte contemporanea. E’ l’artista pop più conosciuta e apprezzata, in Italia e nel mondo: accostata a Bansky e ad Andy Warhol, ma con un suo mood estetico e stilistico del tutto originale, immediatamente riconoscibile.

Nel 2016 dipinse il palco della “Notte della Taranta” e da sempre presta la sua creatività al marketing di brand famosi in tutto il mondo.

“Un gesto spontaneo, nato dal quotidiano…”, aggiunge.

D. Cosa troveranno i visitatori e i devoti alla Pupazza che si avventureranno a Giurdignano?

R. “Una casa piccola ma dipinta ovunque, senza tregua. Murales sulle pareti, quadri che si moltiplicano, il frigorifero trasformato in un Io me ne frigo!, luminarie gigantesche che esplodono dal soffi6tto, come una festa permanente”.

D. E la declinazione artistica, qual’è?

R. “E’ un vortice cromatico che ti inghiotte e ti ribalta, lasciandoti addosso la scossa vitalizzante dell’immaginario dell’artista”.

D. Il background di questa decisione?

R. “A un certo punto ho capito che non potevo più far finta di niente. La porta dipinta all’esterno e il mio camioncino multicolor parcheggiato davanti a casa attiravano più curiosi di un luna park. Bussavano, chiedevano: qualcuno pensava addirittura che fosse un museo segreto. E allora mi sono detta: Va bene, apriamo! E anche se non potrò garantire la mia presenza perché spesso sono in giro per il mondo, ci penserà il mio compagno Ernesto a guidare i visitatori nell’immersione e a coinvolgerli nella foto di rito con l’occhio”.