Ospedale Di Venere, in funzione la nuova piattaforma con neuronavigazione e immagini 3D: più precisione e sicurezza in Neurochirurgia
BARI – All’Ospedale Di Venere è pienamente operativa una nuova piattaforma tecnologica che integra imaging tridimensionale e sistemi avanzati di neuronavigazione per la Neurochirurgia. Il sistema, basato su O-Arm e StealthStation S8, è stato acquisito dall’ASL Bari attraverso fondi FESR + FSE 2021–2027 (Asse 8 “Welfare e Salute”) per un investimento complessivo di circa 600 mila euro.
La tecnologia è già stata utilizzata con successo nelle prime sei procedure chirurgiche, con interventi su tumori del midollo spinale, metastasi vertebrali e traumi complessi della colonna, consentendo una guida intraoperatoria ad altissima precisione e una visualizzazione in tempo reale dell’anatomia del paziente.
Una guida tridimensionale in sala operatoria
Il cuore del sistema è un arco radiologico mobile che ruota attorno al paziente e acquisisce in pochi secondi immagini 3D ad alta definizione. Queste vengono trasferite alla piattaforma di neuronavigazione, che ricostruisce l’anatomia e guida il chirurgo nella progressione dell’intervento, tracciando con precisione la posizione degli strumenti.
Il sistema consente anche acquisizioni ripetute durante la procedura, aggiornando costantemente il modello tridimensionale e migliorando la sicurezza nei passaggi più delicati.
I primi casi trattati
Le prime applicazioni hanno riguardato un paziente giovane affetto da ependimoma del midollo spinale, casi di metastasi vertebrali con compressione midollare e fratture complesse, in particolare del tratto cervicale. L’utilizzo della piattaforma ha permesso interventi più mirati e un posizionamento estremamente accurato delle viti vertebrali, con una riduzione dei tempi operatori e un recupero neurologico precoce nei pazienti trattati, in particolare rispetto alla paraparesi correlata alla patologia.
Applicazioni anche in neurochirurgia cranica e ortopedica
La tecnologia trova impiego anche nella neurochirurgia cranica, dove consente di preservare le aree funzionali cerebrali durante l’asportazione di tumori e di migliorare il posizionamento degli elettrodi per la stimolazione cerebrale profonda, utilizzata nei disturbi del movimento come il Parkinson.
Ulteriori applicazioni riguardano i traumi complessi del bacino e la chirurgia della giunzione spino-pelvica, grazie all’integrazione tra sistema radiologico, neuronavigazione e tavolo operatorio. In questi casi, la collaborazione tra neurochirurghi e ortopedici consente procedure altamente precise e meno invasive.
Il punto di vista della direzione
«L’innovazione tecnologica ha valore quando produce benefici concreti per i cittadini e mette i professionisti nelle migliori condizioni per curare», ha dichiarato il direttore generale dell’Luigi Fruscio. «Questa piattaforma rappresenta un investimento nella qualità delle cure e nella sicurezza dei pazienti, migliorando accuratezza e riducendo i margini di errore anche nei casi più complessi».
Durante la visita al blocco operatorio, il direttore generale è stato accompagnato dal direttore medico di presidio Maurizio Marra, dal direttore amministrativo Giuseppe Volpe, dal direttore della Neurochirurgia Bruno Romanelli e dal direttore dell’Anestesia e Rianimazione Claudio Petrillo, che hanno illustrato il funzionamento della piattaforma e i risultati clinici iniziali.
Un cambiamento operativo per le équipe chirurgiche
Secondo il dottor Bruno Romanelli, la nuova tecnologia modifica in modo sostanziale l’organizzazione degli interventi: la ricostruzione 3D è immediata, non sono più necessari lunghi tempi di preparazione per guide personalizzate e la neuronavigazione è disponibile anche in urgenza, inclusi gli interventi notturni.
Un ulteriore vantaggio riguarda la riduzione dell’esposizione radiologica per l’équipe chirurgica, con minore necessità di controlli intraoperatori e conseguente riduzione dell’uso prolungato dei dispositivi di protezione in piombo.
Un percorso di innovazione consolidato
Con circa 1.200 interventi chirurgici annui, di cui circa la metà in chirurgia vertebrale, la Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere consolida così il proprio percorso di innovazione. Negli ultimi mesi il blocco operatorio si è ulteriormente potenziato con l’introduzione di un tavolo operatorio radiotrasparente dedicato alla chirurgia spinale e del sistema nervoso.
L’integrazione delle nuove tecnologie segna un ulteriore passo verso una chirurgia sempre più precisa, sicura e minimamente invasiva.
La tecnologia è già stata utilizzata con successo nelle prime sei procedure chirurgiche, con interventi su tumori del midollo spinale, metastasi vertebrali e traumi complessi della colonna, consentendo una guida intraoperatoria ad altissima precisione e una visualizzazione in tempo reale dell’anatomia del paziente.
Una guida tridimensionale in sala operatoria
Il cuore del sistema è un arco radiologico mobile che ruota attorno al paziente e acquisisce in pochi secondi immagini 3D ad alta definizione. Queste vengono trasferite alla piattaforma di neuronavigazione, che ricostruisce l’anatomia e guida il chirurgo nella progressione dell’intervento, tracciando con precisione la posizione degli strumenti.
Il sistema consente anche acquisizioni ripetute durante la procedura, aggiornando costantemente il modello tridimensionale e migliorando la sicurezza nei passaggi più delicati.
I primi casi trattati
Le prime applicazioni hanno riguardato un paziente giovane affetto da ependimoma del midollo spinale, casi di metastasi vertebrali con compressione midollare e fratture complesse, in particolare del tratto cervicale. L’utilizzo della piattaforma ha permesso interventi più mirati e un posizionamento estremamente accurato delle viti vertebrali, con una riduzione dei tempi operatori e un recupero neurologico precoce nei pazienti trattati, in particolare rispetto alla paraparesi correlata alla patologia.
Applicazioni anche in neurochirurgia cranica e ortopedica
La tecnologia trova impiego anche nella neurochirurgia cranica, dove consente di preservare le aree funzionali cerebrali durante l’asportazione di tumori e di migliorare il posizionamento degli elettrodi per la stimolazione cerebrale profonda, utilizzata nei disturbi del movimento come il Parkinson.
Ulteriori applicazioni riguardano i traumi complessi del bacino e la chirurgia della giunzione spino-pelvica, grazie all’integrazione tra sistema radiologico, neuronavigazione e tavolo operatorio. In questi casi, la collaborazione tra neurochirurghi e ortopedici consente procedure altamente precise e meno invasive.
Il punto di vista della direzione
«L’innovazione tecnologica ha valore quando produce benefici concreti per i cittadini e mette i professionisti nelle migliori condizioni per curare», ha dichiarato il direttore generale dell’Luigi Fruscio. «Questa piattaforma rappresenta un investimento nella qualità delle cure e nella sicurezza dei pazienti, migliorando accuratezza e riducendo i margini di errore anche nei casi più complessi».
Durante la visita al blocco operatorio, il direttore generale è stato accompagnato dal direttore medico di presidio Maurizio Marra, dal direttore amministrativo Giuseppe Volpe, dal direttore della Neurochirurgia Bruno Romanelli e dal direttore dell’Anestesia e Rianimazione Claudio Petrillo, che hanno illustrato il funzionamento della piattaforma e i risultati clinici iniziali.
Un cambiamento operativo per le équipe chirurgiche
Secondo il dottor Bruno Romanelli, la nuova tecnologia modifica in modo sostanziale l’organizzazione degli interventi: la ricostruzione 3D è immediata, non sono più necessari lunghi tempi di preparazione per guide personalizzate e la neuronavigazione è disponibile anche in urgenza, inclusi gli interventi notturni.
Un ulteriore vantaggio riguarda la riduzione dell’esposizione radiologica per l’équipe chirurgica, con minore necessità di controlli intraoperatori e conseguente riduzione dell’uso prolungato dei dispositivi di protezione in piombo.
Un percorso di innovazione consolidato
Con circa 1.200 interventi chirurgici annui, di cui circa la metà in chirurgia vertebrale, la Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere consolida così il proprio percorso di innovazione. Negli ultimi mesi il blocco operatorio si è ulteriormente potenziato con l’introduzione di un tavolo operatorio radiotrasparente dedicato alla chirurgia spinale e del sistema nervoso.
L’integrazione delle nuove tecnologie segna un ulteriore passo verso una chirurgia sempre più precisa, sicura e minimamente invasiva.
