Puglia, approvata la legge sulla valutazione di impatto generazionale e di genere: le nuove norme dovranno misurare gli effetti sul futuro
BARI – La Regione Puglia introduce l’obbligo della Valutazione di impatto generazionale (VIGEN) e della Valutazione di impatto di genere (VIG) per gli atti normativi, pianificatori e programmatori regionali. Il Consiglio regionale ha approvato la legge che modifica la normativa sulla semplificazione e qualità della normazione, introducendo nuovi criteri per orientare le scelte legislative verso sostenibilità, equità e inclusione.
La proposta di legge è stata firmata dagli assessori regionali Debora Ciliento, con delega all’Ambiente e al Clima, e Cristian Casili, con delega al Welfare, Sport e Politiche Giovanili. Relatore in aula è stato Cosimo Borraccino, presidente della II Commissione consiliare permanente.
Le nuove valutazioni entreranno negli iter legislativi
La nuova disciplina modifica la legge regionale 2 novembre 2011, n. 29 “Semplificazione e qualità della normazione” e prevede che le due valutazioni siano inserite nell’ambito dell’Analisi di impatto della regolamentazione (AIR), cioè il procedimento con cui vengono valutati preventivamente gli effetti delle norme su cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Le verifiche saranno inoltre integrate nella Verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR), che analizza nel tempo il raggiungimento degli obiettivi e gli effetti prodotti dalle norme approvate.
La legge, composta da nove articoli, interviene sugli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14 e 15 della normativa regionale del 2011.
Sostenibilità e tutela delle future generazioni
L’obiettivo è introdurre il principio della responsabilità intergenerazionale come criterio per valutare le decisioni della Regione, considerando non solo gli effetti immediati delle norme ma anche le conseguenze sulle generazioni future.
La VIGEN punta a verificare che gli interventi legislativi siano compatibili con la sostenibilità economica, ambientale e sociale, mentre la Valutazione di impatto di genere mira a prevenire discriminazioni e garantire pari opportunità nell’accesso a risorse e servizi.
La normativa recepisce i principi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, oltre ai riferimenti costituzionali sull’equità tra generazioni e sulla tutela dell’ambiente.
Ciliento: “Una responsabilità verso il futuro della Puglia”
“Con questa legge si vincola la Regione ad assumere la responsabilità intergenerazionale come parametro di legittimità delle sue scelte normative”, ha dichiarato l’assessora Debora Ciliento.
“Abbiamo definito un principio guida che orienta alla lungimiranza le scelte del legislatore per costruire una società sempre più equa, inclusiva e sostenibile. Con il Regolamento saranno definiti criteri, metodologie e indicatori che renderanno misurabile l’impatto delle scelte normative”.
Casili: “Una Puglia con le stesse opportunità per tutti”
Per l’assessore Cristian Casili, l’introduzione delle due valutazioni rappresenta “un impegno preciso con le pugliesi e i pugliesi”.
“Pensare all’impatto che le leggi avranno nel futuro significa occuparsi di ambiente, equità e benessere sociale – ha spiegato Casili –. Continuiamo a lavorare per rafforzare la parità di genere e ridurre le disuguaglianze, costruendo una Puglia in cui tutti abbiano le stesse opportunità e i giovani possano scegliere di restare e impegnarsi per la propria terra”.
Con la nuova legge, la Regione Puglia punta dunque a rendere le proprie decisioni legislative più attente agli effetti di lungo periodo, integrando nelle politiche pubbliche la valutazione della sostenibilità e della parità sociale.
