Recupero delle cave storiche, l’assessore Ciliento incontra gli otto comprensori estrattivi pugliesi: riparte il percorso per i Piani Particolareggiati
BARI - Riprende il percorso per la definizione dei Piani Particolareggiati del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). L’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Debora Ciliento ha incontrato questa mattina i rappresentanti degli otto comprensori estrattivi storici della Puglia per rilanciare il confronto sulla programmazione, il recupero e la riqualificazione delle aree interessate dalle attività di cava.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei comprensori di Apricena (Foggia), Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), Cursi e Cutrofiano (Lecce), Fasano (Brindisi), Gallipoli (Lecce), Mottola (Taranto) e Trani (Barletta-Andria-Trani).
I Piani Particolareggiati rappresentano il livello attuativo del PRAE e hanno l’obiettivo non solo di disciplinare l’attività estrattiva, ma anche di favorire il riordino, il recupero e la valorizzazione paesaggistica e ambientale dei territori interessati.
La Regione, con la delibera di Giunta regionale n. 1144 del 2025, aveva avviato una manifestazione di interesse rivolta agli enti delegati per verificare la volontà di proseguire l’iter per la redazione dei Piani e aveva previsto un contributo regionale di 100mila euro per ciascun Comune coinvolto.
Nello stesso provvedimento era stato definito anche un nuovo schema di convenzione per regolare i rapporti tra Regione ed enti locali, chiarendo competenze e modalità operative e uniformando l’applicazione delle deleghe ai Comuni.
La riunione è servita a fare il punto con le amministrazioni interessate e a riavviare il percorso verso la sottoscrizione delle convenzioni e l’avvio dei tavoli tecnici di co-pianificazione. Il confronto porterà alla condivisione delle scelte strategiche, dei contenuti e degli indirizzi dei singoli piani, fino alla successiva approvazione dei Piani Particolareggiati.
“Mi ha fatto piacere constatare che i Comuni sono disponibili a riprendere questo percorso – ha dichiarato l’assessore Ciliento – perché ci sono somme già stanziate e anche perché le cave sono parte del patrimonio ambientale e paesaggistico pugliese”.
Secondo l’assessore, i Piani rappresentano un’opportunità per costruire un modello di attività estrattiva “più sostenibile”, ma anche per restituire alle comunità aree oggi compromesse attraverso interventi di recupero e nuove destinazioni, anche di carattere turistico e culturale.
“Alcune realtà già oggi dimostrano come il recupero delle cave possa diventare uno strumento di promozione e tutela del territorio”, ha aggiunto Ciliento, sottolineando il valore ambientale e sociale di una riqualificazione programmata dei comprensori estrattivi storici pugliesi.
